Sicurezza
Rafforzare argini e ponti contro il rischio alluvione
Consiglio comunale aperto con gli esperti dell’Autorità di Bacino del Serchio Sono stati già fatti interventi importanti, ma le opere vanno completate
VECCHIANO. Rafforzamento degli argini e ricostruzione di alcuni ponti, quello di Ripafratta e di Pontasserchio, che ad oggi per la loro conformazione impediscono il regolare deflusso delle acque. Sono questi alcuni degli interventi necessari per la definitiva messa in sicurezza del Serchio evitando così rischio alluvioni, intereventi che fanno parte di un piano redatto dall’Autorità di Bacino in base ad una direttiva europea (la così detta “direttiva alluvioni”).
Ad illustrarlo il professor Raffaello Nardi ed i tecnici dell'Autorità di Bacino del Serchio intervenuti nei giorni scorsi a Vecchiano in un consiglio comunale aperto. Nella progettazione presentata dall'Autorità figurano anche l'allargamento delle golene e la creazione di casse di espansione a monte nell'area lucchese che avranno la funzione di trattenere l'acqua, evitando che la stessa scenda a valle e causi, perciò, pericoli e danneggiamenti. «Per la nostra amministrazione la messa in sicurezza del Serchio ha rappresentato, in questi anni, la priorità assoluta, anche a seguito dell'alluvione del 2009 - commenta il sindaco Giancarlo Lunardi -. A tale proposito mi preme sottolineare che, grazie ad un impegno costante da parte del Comune, sono terminati i lavori di rafforzamento degli argini nei punti valutati più deboli per una spesa complessiva di 3 milioni e centomila euro. Inoltre - prosegue il primo cittadino - sono tuttora in corso la progettazione e l'affidamento di altri lavori da parte della Provincia di Pisa, che impegnerà ulteriori 5 milioni e mezzo di euro per la messa in sicurezza del fiume grazie anche alla sensibilità della Regione Toscana, nella persona del presidente Enrico Rossi».
Ricordiamo che dopo la rottura dell’argine e la conseguente alluvione che inondò le abitazioni e l’area industriale di Migliarino sono stati spesi poco più di 5 milioni di euro per ricostruire 200 metri d’argine oltre a vari interventi. I lavori, secondo gli esperti, garantiscono una resistenza dell’argine nel caso in cui arrivasse un’altra piena della violenza pari a quella del 2009. La conclusione di Lunardi: «E’ il momento di completare l’opera come previsto già dal professor Nardi, quindi. E dal momento che attualmente sia il governo che la Regione Toscana si sono impegnati finanziariamente a dare priorità al tema della difesa del suolo, bisogna adesso elaborare ulteriori nuovi progetti come quelli presentati con il piano di gestione del rischio alluvionale del Serchio».
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