Il Tirreno

Pisa

Quasi due anni d’attesa per l’intervento chirurgico

di Carlo Venturini
Quasi due anni d’attesa per l’intervento chirurgico

È il calvario di un paziente che si è rivolto al reparto di Urologia a Cisanello In una clinica privata l’operazione sarebbe stata fatta in pochi giorni, ma era cara

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PISA. Quasi due anni di attesa per un’operazione alla prostata che ancora deve essere eseguita. È il calvario di un uomo di 71 anni non è ancora finito. L’impegnativa del medico di famiglia per una visita nel reparto di Urologia 2 dell’Aoup di Cisanello risale addirittura al novembre del 2013.

Nel privato intervento in sette giorni. È il figlio del paziente a lamentarsi dopo che il padre ha subito una pre-ospedalizzazione inutile, è stato un giorno intero ad aspettare di essere operato e comunque si è dovuto “piegare” a sottoporsi a una visita privata dopo una sfilza di impegnative nel pubblico. «Il medico che mi ha visitato privatamente mi ha detto che mi avrebbe operato nel giro di una settimana. Forse avrei dovuto dargli retta visto che non mi hanno ancora neppure detto di preciso quando dovrei andare sotto i ferri» dice il paziente. Riannodare la vicenda che ha colpito questo paziente è semplice, e potrebbe concludersi nel senso «di come si stia facendo di tutto per privatizzare la sanità in Toscana», sostiene il figlio.

L’odissea nella sanità pubblica. La prima visita urologica era stata fissata nel mese di aprile del 2014 dopo cinque mesi dall’impegnativa. Prima del tanto sospirato appuntamento, l’uomo a gennaio si sente male, e si reca al pronto soccorso dove sviene. Gli vengono fatte le analisi ed una nuova impegnativa e, quindi, viene mandato a piedi ad Urologia. «Lì lo fanno urinare – racconta il figlio - ed invece di visitarlo o trattenerlo, gli fanno una nuova impegnativa e lo mandano a casa».

L’uomo aveva già una visita programmata ad aprile, ma non se la sente di aspettare così tanto tempo ed allora si reca dal medico privato che gli dice, come scritto in precedenza, che deve essere operato alla prostata e nel giro di una settimana lo avrebbe operato. Ma preferisce la strada della sanità pubblica perché l’intervento privato costa diverse migliaia di euro. «Mi faccio mettere in lista nella struttura pubblica ospedaliera - dice il paziente - e mi fanno la pre-ospedalizzazione il 3 febbraio di quest’anno e il 27 febbraio mi chiamano da Urologia e mi chiedono se sono ancora convinto di operarmi ed io ovviamente dico sì anche perché la mia ansia stava crescendo».

Salta l’operazione programmata. Da Urologia informano il paziente che lo avrebbero operato lunedì 2 marzo, ma il giorno prima doveva andare in ospedale a farsi l’ennesimo esame del sangue. «Lunedì accompagno mio padre ad Urologia alle sette di mattina convinto che lo avrebbero operato, tuttavia dopo ore ed ore di attesa e dopo decine di telefonate mi viene detto che lo avrebbero operato nel pomeriggio a causa di una sopraggiunta urgenza. Ed invece non lo hanno operato proprio», si indigna il figlio. Ci si sarebbe aspettati che la tanto agognata operazione scattasse il giorno dopo ed invece non è stato così. Il paziente viene rimandato a casa con la sibillina frase: «La chiameremo noi dell’ospedale».

In attesa. Il figlio intanto riesce a sapere che forse suo padre verrà operato nel giro di un’altra settimana. Forse. «L’amara consolazione l’ho avuta dalle scuse di Urologia, ma il disagio che abbiamo passato e stiamo passando - è la conclusione del paziente - induce veramente a rifugiarsi nel privato con un sanità che è sempre meno pubblica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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