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Ddl concorrenza, protestano i notai pisani

Gianluca Campanella
Ddl concorrenza, protestano i notai pisani

La presidente Barbara Bartolini: le nuove norme eliminano il controllo preventivo di legalità

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PISA. I notai pisani, come i loro colleghi del resto d’Italia, non hanno apprezzato il ddl concorrenza e stanno cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi che, secondo loro, sono insiti nella nuova normativa. Così Barbara Bartolini, presidente del consiglio notarile di Pisa, spiega i punti deboli.

Innanzi tutto cosa prevede il ddl: per i trasferimenti degli immobili non abitativi fino al valore catastale di 100.000 euro non si dovrà più andare dal notaio, ma ci si potrà rivolgere ad un avvocato che autenticherà le firme.
Prima contestazione di Bartolini su possibili trucchetti: «Puoi spezzare come vuoi per scendere sotto quella quota». E in questo modo si perde anche il controllo sulle proprietà maggiori. Se si considera, infatti, che gli accertamenti sugli immobili, la registrazione e la trascrizione degli atti saranno a carico del cittadino, si capisce che pensando di risparmiare si possa essere poco rigorosi in queste operazioni. Invece «finora faceva tutto il notaio» con una doppia garanzia: la correttezza assoluta sul documento richiesto, e la creazione di un registro affidabile. Il presidente evidenzia che «negli anni abbiamo implementato i registri e gli atti»; e grazie a questa azione in Italia c’è la certezza della proprietà. Al contrario, «negli Stati uniti i registi non sono affidabili e si spendono sei miliardi all’anno per frodi ipotecarie». Pertanto passare «a un sistema notarile di tipo anglosassone», non solo «mette a repentaglio un lavoro costruito negli anni», ma – soprattutto – «non funziona».

Bartolini prova a spiegare perché: «I notai esercitano una giustizia preventiva, con il controllo formale degli atti “prima”; mentre gli anglosassoni una giustizia ripartiva». Cioè negli Usa bastano due avvocati di parte, un autenticatore della firma e un’assicurazione, «perché nessuno garantisce che una proprietà sia davvero tua; ma se c’è un problema la loro giustizia è veloce. Qui?». Anche la scelta dei tempi da parte del governo è curiosa: «Importiamo il loro modello proprio quando «sia in Cina che negli Usa si cerca di passare a un sistema di notariato di tipo latino».

Ulteriore elemento: «Il ddl consente di associarsi in consorzi; il vantaggio andrà a banche e assicurazioni che costituiscono società di giovani avvocati (dipendenti, non liberi professionisti) mantenendo le quote di maggioranza. E le assicurazioni guadagnano pure su ogni polizza». Infine, il presidente ricorda che «noi notai siamo anche un baluardo contro la criminalità organizzata perché dobbiamo fare le segnalazioni e il 91% delle denunce antiriciclaggio previene da noi». Il commento: «Non è una guerra tra professioni. Lo Stato deve valorizzare la concorrenza, ma anche le competenze; se tutti fanno tutto, si acutizzano le differenze sociali».
 

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