Sicurezza
Logli sceglie l’aula niente scorciatoie
No al rito abbreviato, pronto al giudizio in Corte d’Assise
PISA. Non è il giorno del giudizio. Di sicuro, però, è una tappa cruciale del percorso processuale che vede Antonio Logli, 52 anni, elettricista della Geste, imputato di omicidio volontario aggravato e distruzione di cadavere. Quello della moglie, Roberta Ragusa, 48 anni il 21 marzo prossimo, sparita nel nulla la notte tra il 13 il 14 gennaio 2012. Venerdì alle 9,30, davanti al gup, Giuseppe Laghezza, si tiene l’udienza preliminare per valutare la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal sostituto procuratore, Aldo Mantovani e dall’allora procuratore capo, Ugo Adinolfi, dalla fine di gennaio in pensione. Al fianco di Mantovani ci sarà il procuratore reggente, Antonio Giaconi. Una scelta da leggere nel contesto di un ufficio inquirente compatto nel sostenere l’epilogo di una istruttoria sul mistero che da oltre 3 anni segna l’assenza dell’imprenditrice di Gello.
La scelta di Logli. L’imputato, assistito fin dal primo giorno dall’avvocato Roberto Cavani, non sceglierà il rito abbreviato. Logli, la cui presenza in Tribunale è incerta, e il suo legale nel caso in cui il gup dovesse decidere per il rinvio a giudizio, vogliono dimostrare in aula le ragioni di un’innocenza sempre ribadita e l’insussistenza delle prove dell’accusa. A cominciare dai testi, da Loris Gozi a Silvana Piampiani, da Margherita Latona a Filippo Campisi, ritenuti dalla difesa non credibili nelle loro ricostruzioni. E facilmente “smontabili” nel dibattimento davanti ai sei giudici popolari e ai due togati in Corte d’assise. Il rito abbreviato non significherebbe alcuna ammissione di colpa. L’imputato verrebbe giudicato solo sulla base degli atti, al limite con l’escussione di alcuni testi. Un lavoro di studio delle carte - i faldoni ne contano almeno 10.000 - tra incercettazioni, informative di carabinieri del nucleo investigativo e del reparto crimini violenti del Ros di Roma. E poi testimonianze, racconti di amici di famiglia, colleghi. Il mondo di Antonio e Roberta, nel quale da anni i due non si riconoscevano più se non per il legame dovuto ai due figli, è stato radiografato dagli investigatori. In caso di condanna con l’abbreviato si ha uno sconto di un terzo della pena e la possibilità di fare appello. Logli ha riflettuto con il suo avvocato e alla fine è arrivato alla decisione che se processo deve essere che sia in aula dove chi lo accusa dovrà metterci la faccia. E rispondere non solo al pm, ma anche alle domande della difesa.
L’udienza. Tra costituzioni delle parti e presentazione di eventuali eccezioni, l’udienza di venerdì potrebbe non concludersi con un pronunciamento del giudice. Insomma, non dovrebbe decidere in giornata sul rinvio a giudizio. È probabile che, invece, una volta ascoltate le richieste di pm, parti civili e avvocato difensore, il gup, che ha giù studiato gli atti, fissi un’altra udienza per la lettura del dispositivo.
Non luogo a procedere. Escluso che il gup intenda disporre nuove indagini, le scelte si restringono a due opzioni: decreto di rinvio a giudizio e sentenza di non luogo a procedere. Nell’ultimo caso Logli sarebbe prosciolto, ma qualora emergessero nuove prove - esempio il rinvenimento dei resti di Roberta Ragusa - potrebbe essere di nuovo indagato.
I media. In Tribunale stanno studiando le misure per contenere l’assalto di stampa e tv. L’aula utilizzata per le camere di consiglio delle udienze gup potrebbe essere troppo piccola e “assediabile”. Le parti offese sono 16, compresi i due figli della coppia, Daniele, 18 anni compiuti a novembre e la ragazzina, 14 anni a giugno per la quale il Tribunale dei minori ha nominato una curatrice speciale.
Parti civili. Scontata la costituzione di cugine, zie e zii, (assistite dagli avvocati Enrico Maria Gallinaro e Gaetano Turcio), l’incognita resta Daniele. Costituirsi significherebbe credere alla colpevolezza del padre. Non farlo vorrebbe dire che si fida di quello che a lui e alla sorella è stato sempre detto dal papà: mamma se ne è andata di sua spontanea volontà e da più di tre anni non si interessa più di voi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
