Finanza
Iscritti, numeri dichiarati e numeri veri
Confcommercio dichiara 5 mila iscritti, per la Cciaa ne ha 1500 (dati 2013). Confesercenti 1800
PISA. Tra Confesercenti e Confcommercio è ormai guerra totale. Dopo le accuse fatte dall’associazione di via Catalani per l’esposto che ha fatto scattare il sequestro di Bazeel sul lungarno Pacinotti, Confcommercio ha risposto tirando in ballo una iniziativa di Confesercenti ai Navicelli programmata per questa settimana e rinviata, secondo il suo direttore Federico Pieragnoli, proprio grazie al caso da loro sollevato per Bazeel. Un scontro senza esclusioni di colpi che ha anche un fronte sul numero degli iscritti. Numero che Confcommercio nelle sue ultime dichiarazioni stampa ha sempre sottolineato: 5.200. In ballo c’è la rappresentatività, il titolo di “associazione più forte numericamente”. Un primato di cui ovviamente ognuno dei due contendenti potrebbe vantarsi, fornendo la propria versione sul numero di soci visto che il tesseramento può essere svolto nelle forme che sono ritenute più idonee per le proprie strategie associative (addirittura anche dando la tessera gratuita).
Ma esiste uno strumento che è in grado almeno di chiarire i rapporti di forza. Stiamo parlando della Camera di Commercio e dei criteri indicati dalla Regione Toscana per assegnare i 27 seggi in consiglio. Le singole associazioni di categoria, infatti, devono comunicare il numero dei propri iscritti per determinare i seggi da assegnare ai vari settori. Si tratta di numeri che la Camera di commercio verifica uno per uno e poi “assevera”. L’ultimo rinnovo del consiglio camerale risale al 2013 per una durata di cinque anni. In quell’occasione sia Confesercenti che Confcommercio hanno presentato i loro numeri. Per il settore commercio, Confesercenti si è vista convalidare 1809 imprese associate, al netto dei 68 aggiunti tramite l’apparentamento con Cna, contro le 1539 di Confcommercio; un calcolo che ha consentito a Confesercenti di ottenere tre rappresentanti in consiglio contro i due di Confcommercio. Ciò significa che rispetto ai numeri dichiarati dalle associazioni “in lizza” nel settore del commercio, Confesercenti rappresenta il 54% di tutte le imprese contro il 45% di Confcommercio. Stesso calcolo per il turismo con Confesercenti che ha presentato 752 imprese contro 658 di Confcommercio (in questo caso la rappresentatività sul totale è 53% per Confesercenti e 46,60%). Per quanto riguarda i due seggi del turismo, sono stati equamente divisi.
«Non capiamo perché ogni volta che Confcommercio interviene – spiega il presidente di Confesercenti Pisa, Antonio Veronese – ribadisce il numero degli iscritti. Quasi volesse, in questa maniera, ottenere maggiore credibilità su questioni che invece spesso la vede in posizione di retroguardia o comunque mai propositiva. Per quanto riguarda la Camera di Commercio, parliamo di numeri reali. Confcommercio aveva anche fatto un ricorso al Tar nel febbraio 2013 per contestarne la validità, ricorso poi ritirato prima della discussione da parte del giudice».
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