Il dolore
Un punto di vista differente
PISA. A un errore non si risponde con un altro errore. Confcommercio attacca e Confesercenti annuncia querela. È una tattica perdente: anche ammesso che si arrivi a un processo sarà solo quando della questione non si interesserà più nessuno, compreso il direttore Pieragnoli .
Il punto non sono le parole poco misurate, spesso inopportune, ma la gravità dei loro contenuti, alcuni dei quali di una violenza che io trovo inaccettabile (ieri abbiamo pubblicato una lettera di minacce al Tirreno, rammentate?). Non metto in discussione la serietà di Confcommercio, contesto alcuni degli atteggiamenti di ConfcommercioPisa e lo faccio a viso aperto.
Io non credo che Pisa sia una città sporca, inospitale, insicura, deturpata. Non credo che le contese fra i bar e i titolari di discoteche si risolvano in questura. A leggere certe dichiarazioni parrebbe, almeno a me è parso, che Pisa sia una kasbah dove tutti si fanno la guerra. Non mi riconosco in questa rappresentazione della città e nella virulenza dialettica con la quale si vorrebbe imporre un punto di vista che è, oggettivamente, falsato. Ho sollevato dei dubbi sulla logica delle denunce e degli esposti e sono stato ricoperto di insulti da parte dei vertici di Confcommercio. Giudicate voi. (om)
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