Il dolore
Electro dub live set a Pisa con i marchigiani Natural Dub Cluster
I The Natural Dub Cluster, gruppo marchigiano, si esibirà al Cantiere Sanbernardo
PISA. L’associazione culturale Cantiere San Bernardo ospiterà The Natural Dub Cluster, il gruppo marchigiano che stupirà gli avventori con un mirabolante electro dub live set, condito di originali videoproiezioni.
Dalle ore 21 introdurranno la serata con buone vibrazioni dub gli amici Roots Militant Hi-Fi da poco ospiti delle sacre mura.
La storia dei Natural Dub Cluster inizia nel 2010 quando i tre fratelli Moscoloni decidono, dopo anni di militanza musicale insieme, di convogliare le energie nella creazione di un progetto live electro dub. Nascono i The Natural Dub Cluster, con l’intento di forzare i vincoli del genere e di approfondire il percorso artistico attraverso sperimentazioni e collaborazioni.
Quasi da subito, infatti entra in gioco iKe, il “non fratello”, addetto alla componente visuale del live e parte dei campioni vocali. I quattro suggellano le ambiziose intenzioni con un passo inconsueto ma significativo: condividere lo stesso tetto prima che lo stesso palco. Il disco d’esordio è un concept “tecnosofico” sull’organizzazione del caos, padrini il produttore Paolo Baldini (Africa Unite, DubSync, BR Stylers) e la sua Alambic Conspiracy: “Negentropy” in quattro anni frutta alla band un’intensissima attività live, quattro tour tra Francia e Svizzera, passaggi radio e compilation in Francia, Usa e Germania, nonché una costante e crescente dedizione alla causa.
La potenza sonora e visiva, il ritmo teso e incessante e la psichedelia liberatoria diventano i principali marchi di fabbrica della band. 2014: dopo oltre 130 concerti esce “In Deep”, pubblicato da Bloody Sound Fucktory - tra le principali etichette indipendenti italiane - e valorizzato ancora dall'impeccabile produzione di Baldini e Alambic Conspiracy. La vicinanza artistica ed umana portano il gruppo alle collaborazioni fraterne con Uochi Toki e Lili Refrain, ospiti illustri della release insieme alla jazzista italo-americana Olivia Foschi (già presente nel primo album) e iKe. Il sound si fa ancora più cupo, introspettivo e monolitico, una sintesi minimale ma profonda di elettronica, heavy-psych e dub, come un massiccio collante tra mondi apparentemente distanti. Le tematiche scrutano le sfaccettature profonde della consapevolezza umana, fugace e spietata. E, con un lungo tour del nuovo live in programma, profonde sono anche le intenzioni. Info:
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