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Bocconi boccia Pisa? «E delle critiche noi faremo tesoro»

Bocconi boccia Pisa? «E delle critiche noi faremo tesoro»

Il vicesindaco ricorda che era stata l’amministrazione a volere lo studio per avviare una road map del turismo

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PISA. Dopo che lo studio della Bocconi ha bocciato le politiche del turismo a Pisa, interviene Paolo Ghezzi, vicesindaco con delega al turismo ricordando che lo studio era stato commissionato proprio dall’amministrazione comunale. Poi, affidato dalla Fondazione Pisaall’Università Bocconi di Milano che ha evidenziato le criticità in un settore dalle grandi potenzialità.

«Era proprio lo spirito desiderato: mettere in luce le criticità per avviare il lavoro tutti insieme a partire proprio da quelle» afferma Paolo Ghezzi che prosegue: «Lo studio rappresenta una realtà con grandi potenzialità inespresse e mette in luce anche una road map da intraprendere per il futuro. Quando 12 mesi fa evidenziavo la necessità di un Piano Industriale del Turismo immaginavo chiaramente ciò che ne sarebbe emerso. Pisa, nelle sue diverse componenti, non ha ancora affrontato con la dovuta concretezza questo settore così rilevante anche dal punto di visto economico. Pisa è ancora troppo caratterizzata da rendite particolari e da rappresentanze settoriali che non aiutano quella necessaria trasformazione della città per renderla adeguata per dimensione turistica. Certo, la città ha saputo apprezzare negli ultimi anni, le potenzialità di un settore che dal 2008 è cresciuto costantemente del 2% annuo e che nel 2104, con i suoi 130.000 turisti in più rispetto al 2013, è cresciuto di gran lunga di più di tutte le altre città Toscane e sei volte di più del Paese».

Secondo il vicesindaco «il turismo non è un settore che si improvvisa e richiede pianificazione e unità di intenti. Per ottenere reali risultati si devono sviluppare strategie promozionali adeguate, garantire un rapporto qualità-prezzo competitivo, si deve lavorare sull'accoglienza in senso ampio, sulla specificità dei prodotti offerti, sulla qualità della ristorazione e sull'offerta enogastronomica locale. Certo si dovrà puntare sul turismo di qualità, incrementare il decoro, facilitare la permeazione dal Duomo verso il centro. Il Comune, a partire dai progetti Piuss fino ad arrivare alla ripavimentazione in pietra di via Santa Maria, sta facendo grandi sforzi in questo senso. Il camminamento sulle mura medioevali, il recupero degli arsenali repubblicani, la riqualifica di Piazza dei Cavalieri, solo per fare alcuni esempi, sono investimenti che consentono di guardare con fiducia alla città turistica di domani. Non può meravigliare che, nel mondo, la notorietà della Piazza del Duomo sia schiacciante rispetto al resto della città. Dobbiamo, invece, prendere atto che il lavoro fino ad oggi svolto per fare conoscere di più e meglio il resto della nostra città, è stato inefficace e forse un po'troppo autoreferenziale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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