Proteste
A PERDERCI È PISA CUI PRODEST?
Che una associazione di commercianti affronti i problemi della categoria a colpi di segnalazioni contro esercenti i quali, fra le altre colpe, hanno anche quella di non essere dei loro iscritti, non...
Che una associazione di commercianti affronti i problemi della categoria a colpi di segnalazioni contro esercenti i quali, fra le altre colpe, hanno anche quella di non essere dei loro iscritti, non s’era mai visto.
Quel che è accaduto a Pisa è qualcosa di molto diverso dalla verifica sull’attività di un locale. È una guerra alla ricerca di che cosa? Consenso, nuovi iscritti? È una iniziativa svolta in maniera scomposta. Soprattutto se poi quella stessa associazione vuole farsi paladina, attraverso denunce costanti e quotidiane sulla desertificazione delle attività commerciali in centro e sulla scarsa accoglienza di Pisa (smentita dai numeri sul turismo, in crescita). In tutte le città italiane le principali associazioni dei commercianti marciano assieme in difesa degli operatori, che sono stremati e alle prese con il calo degli incassi e una miriade di adempimenti burocratici.
Non voglio qui erigermi a difensore del locale chiuso. Se ci sono illeciti è giusto che sia sanzionato, non spetta a me stabilirlo. Ma non è compito, non così, neanche di Confcommercio i cui associati sono, da oggi, esposti alla ritorsione a suon di denunce da parte dei colleghi iscritti ad altre sigle. La guerra genera guerra. A perderci è Pisa. (om)
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