Finanza
«Pisa non è a rischio terrorismo e Camp Darby non sarà chiusa»
L’ambasciatore statunitense in Italia ospite alla Scuola Superiore Sant’Anna promuove il governo e ha parole d’elogio anche per la nostra provincia come culla dell’innovazione digitale
PISA. «Camp Darby resterà a Pisa e continuerà ad essere operativa». Lo ha detto ieri John R. Phillips, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia e nella Repubblica di San Marino, in visita ieri alla Scuola Sant’Anna.
«Ogni anno il governo degli Stati Uniti fa un bilancio delle attività militari in tutto il mondo. A Camp Darby i cambiamenti saranno minimi e non sostanziali. Sono operazioni di routine». Riguardo i recenti video propagandistici dell’Isis che mostrano immagini della Torre pendente, Phillips ha commentato così: «Ci sono alcune rivendicazioni su internet provenienti da tutto il mondo, potete giudicare la situazione voi stessi. L’Italia è relativamente libera da rischi di questo tipo, non ho alcun motivo per ritenere che la situazione possa cambiare. A questo proposito, noi non abbiamo alcuna informazione su minacce che riguardino la Toscana e Pisa».
Nel suo intervento alla Scuola Sant’Anna, Phillips si è soffermato sulle modalità più indicate per liberare il potenziale economico dell’Italia, attraverso un’adeguata riforma della giustizia. «L’Italia ha bisogno di investimenti esteri, ma talenti e potenzialità sono sommersi da gravi problemi: la lentezza del sistema giudiziario, le difficoltà a contrarre e i costi della corruzione – ha affermato Phillips -. Questi sono i motivi che disincentivano notevolmente gli imprenditori statunitensi a investire in questo Paese. Finché l’Italia non cambierà, non potrà crescere».
«Gli investimenti americani in Italia sono meno della metà di quelli fatti in Francia e sono solo un quarto degli investimenti americani in Germania – ha aggiunto il diplomatico -. Il vostro Paese, secondo un grafico recentemente pubblicato dall'Economist, ha una durata dei processi mediamente lunga tre volte di più rispetto agli altri Paesi sviluppati. È necessario migliorare l’efficienza del sistema giudiziario italiano, anche attraverso moderni programmi digitali, capaci di processare tutte le informazioni in modo trasparente e immediato».
Il diplomatico cita come esempio la riforma adottata negli Stati Uniti: «Da noi ha funzionato colpire economicamente i magistrati meno produttivi. Questa soluzione non ha intaccato l’indipendenza dei giudici».
«È stupefacente che oggi in Italia il falso in bilancio non sia un reato – ha osservato Phillips -. Per questo supportiamo le norme anti-corruzione che il governo sta portando avanti: tra queste c’è l’introduzione del reato di falso in bilancio, uno step cruciale per contrastare la corruzione. Occorre punire corrotti e corruttori, ma anche smantellare l’intera infrastruttura che favorisce questo reato, incluso l’uso di false fatture per nascondere fondi neri e pagamenti illegali. Le sanzioni sono un deterrente ma da sole non bastano, perché molti pensano che rubare allo Stato sia meno grave che rubare a un privato. Per questo è necessario lavorare anche per far crescere il senso civico di tutti».
Phillips si dice molto fiducioso rispetto al governo Renzi e giudica positivamente il Jobs Act: «Penso che all'estero tutti facciano il tifo per Matteo Renzi, affinché riesca a portare in fondo e far applicare le riforme che ha messo in campo. Ma il cammino è ancora lungo. Il Jobs Act crea maggiore flessibilità nel mercato del lavoro e questo può certamente attrarre più investimenti esteri. È una buona riforma se l'Italia riuscirà ad applicarla».
«Pisa e la Toscana sono all’avanguardia per cultura, innovazione e design e giocheranno un importante ruolo nel futuro del Paese – ha concluso -. Questo è un terreno fertile per le innovazioni tecnologiche e la ricerca, è ricca di talenti e creatività. Gli italiani hanno ogni possibilità in questa zona. Agli studenti dico di non andare all’estero: rimanete in Italia e utilizzate quello che c’è in questa regione. Non abbiate paura di correre rischi».
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