Sicurezza
La questura mette i sigilli “Bazeel” sotto sequestro
L’amministratore unico De Nigris: «Ora sarò costretto a licenziare 15 persone» Garzella (Confesercenti) accusa Confcommercio che ha presentato l’esposto
PISA. La questura ieri mattina ha messo i sigilli al locale Bazeel di lungarno Pacinotti. Un sequestro preventivo in base ad esposto per aver organizzato all’interno del locale “pubblici spettacoli” senza l’autorizzazione prevista.
Un duro colpo per l’amministratore unico della società proprietaria, Dario De Nigris, che da oltre un anno sta completando un progetto di riqualificazione e messa norma del locale ormai ultimato: «Dopo tanti sforzi mi ritrovo con i sigilli al locale senza alcuna data certa per la riapertura - ci dice -. Come prima cosa dovrò licenziare i miei 15 dipendenti considerando che abbiamo investito oltre 400.000 euro per questi lavori e non sappiamo quando potremo nuovamente aprire. Lavori ormai conclusi e per i quali mancava solo un passaggio burocratico, per altro irrilevante sulle prescrizioni obbligatorie».
L’esposto dal quale sono partiti gli atti giudiziari fino al sequestro, parlava di attività danzante all’interno di Bazeel. «Un esposto – aggiunge De Nigris – presentato da Confcommercio, associazione che dovrebbe tutelare le attività commerciali. Io nel mio locale facevo aperitivi con musica. Nessuno spettacolo quindi e nessuna pubblicità specifica per ballare. Nessun biglietto per entrare e ancora nessuna consumazione obbligatoria o maggiorata. Stiamo parlando di un locale totalmente a norma grazie agli ultimi lavori e di una attività di cui la questura era al corrente. Per questo presenteremo immediato ricorso».
De Nigris a fine dicembre 2014 era stato convocato negli uffici di via Lalli proprio per essere informato sull’esposto. Spiega: «In quell’occasione ho fatto presente il percorso che stavo compiendo per chiudere tutte le pratiche burocratiche. È bene sapere che ho già il parere positivo dei vigili del fuoco e dell’Asl. Anche quello della Soprintendenza, nonostante sia arrivato molto in ritardo rispetto ai termine previsti dallo stesso ente di Palazzo Reale. L’ultimo passaggio sarebbe stato quello della commissione di vigilanza per chiudere il cerchio. Ma tutto questo comunque – insiste il titolare di Bazeel – non deve far dimenticare il fatto che mi si accusa di una cosa non commessa. E cioè dell’organizzazione di pubblico spettacolo. Noi abbiamo investito su questa attività sia per metterla completamente a norma che per riqualificare anche il retro in via delle Donzelle – sottolinea – che poi abbiamo messo a disposizione di altre attività che non avevano gli spazi consentiti. Tutto questo tra mille ostacoli burocratici, fino al colpo finale dell’esposto».
E sulla vicenda interviene anche Confesercenti attraverso il responsabile pisano Giulio Garzella: «Il sequestro lo riteniamo una forzatura. Quando Bazeel ricevette la prima diffida eravamo convinti, come lo siamo ancora adesso, che non ci fossero i presupposti visto che non si parlava di pubblico spettacolo ma al limite di ballo spontaneo. E tutto questo in locale a norma. La cosa che amareggia è il fatto che l’esposto sia venuto da una associazione di categoria – dice ancora il responsabile Confesercenti – non nuova ad azioni simili. Un metodo che non ci appartiene e che ci lascia perplessi. Non stiamo infatti parlando di venditori abusivi o attività fuorilegge, ma di persone che per un foglio mancante rischiano di ritrovarsi nel baratro».
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