Il Cnr e il buco di 3,4 milioni: le anomalie sono emerse da verifiche interne
Il Consiglio nazionale delle ricerche conferma che sono al vaglio degli uffici centrali "le situazioni contabili e operative dei progetti dell'Istituto di fisiologia clinica, del quale l'ente conferma la piena garanzia delle attività ordinarie e straordinarie, inclusa la retribuzione del personale che ha subito solo un ritardo"
PISA. Sono stati i controlli dell'amministrazione centrale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) a portare alla luce il 'buco' da 3,4 milioni di euro nell'Istituto di Fisiologia clinica (Ifc), sul quale indaga la procura di Pisa. "Resta fermo, sul piano amministrativo, il ruolo di controllo dell'amministrazione centrale che, nel caso dell'Ifc, si è espresso sin dalla verifica eseguita ad aprile 2014", rileva il Cnr in una nota.
Sempre l'amministrazione centrale, prosegue la nota, "con la denuncia tempestivamente presentata dal nuovo direttore di Istituto, dott. Giorgio Iervasi, ha consentito di far emergere le anomalie ora all'attenzione delle autorità competenti".
Il Cnr rileva inoltre che sono in corso l'Internal audit e il procedimento disciplinare avviati, come pure gli accertamenti relativi alla regolarità amministrativa e sostanziale dei progetti, "pur se con le inevitabili difficoltà dovute ai sequestri operati su richiesta della magistratura". Sono inoltre al vaglio degli uffici centrali, prosegue la nota, "le situazioni contabili e operative dei progetti dell'Istituto, del quale l'Ente conferma la piena garanzia delle attività ordinarie e straordinarie, inclusa la retribuzione del personale che ha subito solo un ritardo".
Il Cnr ribadisce quindi di "attendere con fiducia la valutazione delle autorità competenti in merito a una vicenda nella quale è, con i suoi ricercatori e dipendenti, parte lesa. E, coerentemente, mantiene una linea di riserbo, che si riconosce nelle sole comunicazioni diffuse ufficialmente.
Il Consiglio nazionale delle ricerche difende comunque la sua autonomia organizzativa: "In un ente articolato sul piano territoriale e disciplinare come il Cnr - si rileva nella nota - l'autonomia degli Istituti è una necessità organizzativa, oltre che un valore da difendere, che poggia sulla responsabilità scientifica e manageriale dei rispettivi direttori".
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