Italia
Vanno al lavoro e trovano il bar-ristorante lungo la Fi-Pi-Li a porte sbarrate
Pisa: posti a rischio per sei lavoratori della Sole srl che gestisce un'attività in un'area di servizio lungo la superstrada
PISA. A dispetto del nome dell'azienda per la quale lavorano, la “Sole srl”, le speranze di un impiego stabile per 6 giovani lavoratori sono tramontate di fronte ad una serranda abbassata. Martedì 24 i dipendenti della società, che ha sede legale a Cenaia e gestisce il bar-ristorante dell'area di servizio Pontedera Nord sulla Fi-Pi-Li (in direzione Livorno), hanno subìto l'ennesima doccia fredda: quando sono arrivati sul posto di lavoro, invece di clienti e consumatori hanno trovato le serrande abbassate. Nessun preavviso, né una comunicazione, ma solo porte sbarrate e incredulità. Nessuna crisi, né un calo della clientela tale da giustificare la chiusura in tronco dell'attività sembrano aver colpito la società, proprietà di un 85enne di Pisa.
I rapporti sono stati sempre scanditi da crescenti tensioni tra il datore di lavoro e i dipendenti che spesso - così denunciano - sono stati oggetto «di offese e umiliazioni anche davanti ai clienti». I sei ragazzi, tutti tra i 22 e i 33 anni, sono stati assunti in blocco lo scorso anno (dopo le dimissioni volontarie dei vecchi dipendenti) e inquadrati con un contratto a tempo indeterminato.
L'illusione di una stabilità lavorativa, però, è durata poco. A novembre dello scorso anno iniziano le prime difficoltà. La società non corrisponde gli stipendi. «Mancanza di liquidità»: questa la giustificazione dell’azienda, a sentire i lavoratori. Il mancato versamento delle mensilità si ripeterà anche il mese successivo e a gennaio, quando i dipendenti decidono di segnalare la situazione alla direzione territoriale del lavoro, che ha fatto un sopralluogo, e alla Guardia di Finanza.
ALTRI PRECEDENTI IN TOSCANA
- Trovano l'azienda chiusa i 25 dipendenti dell'Anthea
- Fornacette: vanno al lavoro ma trovano la ditta chiusa
- Pietrasanta: vanno al lavoro, ma l'attività è chiusa
- In ferie, tornano e trovano il bar chiuso
Le spettanze non vengono corrisposte, ma lo scorso 9 febbraio, in spregio a qualsiasi norma che regola i rapporti di lavoro, i dipendenti trovano affissa nella bacheca una comunicazione. Un semplice foglio con un lungo messaggio scritto a mano con cui la società comunica il licenziamento collettivo: «Avviso per i dipendenti – inizia la comunicazione -. Il seguente avviso serve quale notifica per la fine del rapporto del lavoro. Pertanto ogni dipendente deve mettere la firma per l'avvenuta notifica: si avvertono tutti i dipendenti che Eni – proprietaria del locale nel quale si svolge l'attività lavorativa – ha deciso e ci ha notificato che l'affitto del suddetto cessa a partire dalla data del 16-02-2015. Il 16-02-2015 sarà pertanto l'ultimo giorno di lavoro. Ogni dipendente di seguito apponga la propria firma di assenso e di presa d’atto. Il tutto servirà quale notifica per l'avviso di licenziamento». La società tiene a precisare che il tutto è da considerarsi a norma di legge.
I lavoratori non firmano e si rivolgono alla Cgil di Pisa, che incontra l'azienda. Il sindacato cerca anche di far leva sull'Eni, società petrolifera che gestisce il distributore di carburanti dell'area di servizio e proprietaria del bar-ristorante guidato da una decina di anni dalla “Sole srl”, per cercare di risolvere la questione.
Con la chiusura senza preavviso dell'attività, l'ennesima doccia fredda per i lavoratori, che tecnicamente risultano sospesi dal lavoro, con diritto di retribuzione, ma non licenziati. Ieri hanno inviato un fax alla società con cui si dichiarano pronti a riprendere l'attività.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
