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Stabilimenti balneari ancora in calo. I gestori: "Diminuite le tasse"

Uno stabilimento balneare a Tirrenia
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Uno stabilimento balneare a Tirrenia

Il bilancio del 2014 è negativo e molti rischiano di chiudere. Le associazioni di categoria scrivono all’Agenzia delle Entrate e agli enti locali

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PISA. I gestori degli stabilimenti balneari lanciano un grido d’allarme: “l’anno scorso gli incassi sono diminuiti drasticamente, diminuiteci le tasse”. La crisi economica degli ultimi anni e il maltempo dell’estate 2014 hanno messo in ginocchio gli imprenditori del litorale pisano.

«Le prenotazioni di ombrelloni e servizi in spiaggia sono ferme, mai come quest’anno - afferma Alessandro Cordoni, Confesercenti Balneari -. Speriamo in un’inversione di tendenza per il 2015, ma i dati per ora sono decisamente poco incoraggianti. Gennaio e febbraio solitamente sono mesi in cui i clienti confermano le prenotazioni estive. Purtroppo ci sono già le prime disdette, anche da parte dei frequentatori più fedeli. Se nel 2014 la crisi ha colpito gli affitti di appartamenti e case vacanze, nel 2015 colpirà anche i servizi per i bagnanti, anche se gli imprenditori si impegnano a non aumentare le tariffe».

Considerata la gravità della situazione, le associazioni di categoria hanno scritto una lettera all’Agenzia delle Entrate e agli enti locali per chiedere una revisione degli studi di settore per le imprese coinvolte dal maltempo nell’estate 2014. I gestori balneari basano proprio sulla stagione estiva la propria attività, il bilancio del 2014 è negativo e molti rischiano di chiudere.

Confartigianato, Confesercenti, Cna Pisa e Confcommercio Pisa lanciano quindi un appello alle istituzioni locali e nazionali: “ora è il momento che vadano incontro agli imprenditori. Ciò non vuol dire non pagare le tasse, ma pagarle in base ai guadagni effettivi”. Le quattro associazioni che rappresentano l’imprenditoria del litorale pisano hanno predisposto un dossier sull'andamento della stagione estiva 2014: incassi ridotti del 30%, con la conseguente perdita di molti posti di lavoro. Una forte crisi che, secondo i firmatari del documento, non può essere più ignorata.

«Chiediamo ancora una volta di inserire gli stabilimenti balneari nella categoria turistica, passando dall'Iva al 22% a quella del 10% - dice Giulio Garzella, vicepresidente Confesercenti, soddisfatto dell’unità delle associazioni -. Tutti uniti abbiamo maggiori possibilità per trovare adeguate soluzioni per sostenere le richieste legittime della categoria dei balneari, per definizione all'andamento meteorologico».

«I numeri dell’estate 2014 parlano da soli – aggiunge Federico Pieragnoli, direttore Confcommercio -. Una perdita complessiva di 200 milioni di euro, 50mila lavoratori stagionali lasciati a casa. Solo a luglio ci sono stati 18 giorni di pioggia, di cui 12 di temporali e 4 di nebbia. Di conseguenza, gli incassi sul litorale pisano sono diminuiti del 30%. Con questa lettera vogliamo far capire agli amministratori che il turismo balneare è legato al clima per il 90%».

Secondo i tabulati del sito meteorologico ilmeteo.it, nel mese di agosto è andata un po’ meglio: 5 giorni di pioggia e 2 di temporali, ma le previsioni approssimative hanno spesso finito per scoraggiare chi era intenzionato a mettersi in viaggio. Il dossier “Estate 2014” include anche un’analisi a campione in alcuni stabilimenti balneari di Marina di Pisa e Tirrenia sugli scontrini emessi tra giugno e settembre: emerge un netto calo degli affari rispetto al 2013. Una drastica riduzione che ha riguardato anche gli scontrini medi emessi da ogni singola attività economica del litorale durante i fine settimana: una riduzione media del 35% rispetto al 2013.

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