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Pisa

Secondo avviso di garanzia per l’ammanco milionario

Secondo avviso di garanzia per l’ammanco milionario

Dopo aver indagato l’ex funzionario Borbotti si estende l’inchiesta della Procura Accertamenti su ipotesi di fondi neri per assumere personale e sulle consulenze

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PISA. È pronto un secondo avviso di garanzia nell’inchiesta della Guardia di finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica, sull’ammanco milionario all’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr.

Secondo indagato. L’esigenza di iscrivere sul registro degli indagati un altro nome, dopo quello dell’ex responsabile dell’ufficio entrate e contratti, Marco Borbotti, nasce dalla necessità per gli investigatori di chiarire l’intera filiera dei controlli nel corso degli ultimi anni, in particolare il periodo che va dal 2011 al 2014.

Il buco, stimato al ribasso, è di 3,4 milioni di euro, ma è destinato a crescere anche se non tutti i crediti, ipotizzati in 10 milioni di euro, sono inesigibili e basati sulle bugie architettate dall’ex project manager che, familiari e legale, sostengono essere incapace di intendere e di volere da diversi anni.

Truffa in concorso. L’ipotesi a carico dell’imminente secondo indagato è quella del concorso nella truffa ai danni dello Stato per la quale già da gennaio è sotto inchiesta l’ex custode 47enne di Molina di Quosa, poi asceso al ruolo di manager grazie a un concorso vinto con un falsa laurea.

Il meccanismo svelato da Borbotti era semplice e faceva affidamento sull’assenza di controlli immediati su quanto imbastiva al momento di partire con un progetto di ricerca: fingere l’esistenza di enti finanziatori per chiedere anticipi di cassa al Cnr romano. Ma i filoni seguiti dalla Guardia di finanza sono anche altri.

Fondi neri per assunzioni. Il primo riguarda la presunta creazione di fondi neri, approfittando della scarsa pressione delle verifiche contabili, da utilizzare per assunzioni a tempo determinato.

Chi e con quali criteri ingaggiare con contratti a termine all’Ifc è uno degli aspetti che i finanzieri, su mandato della Procura, stanno cercano di capire.

Assunzioni temporanee di un anno o due di ricercatori, ignari di venire pagati con fondi neri, con iniziative destinate ad ampliare il “volume” di studi e ricerche dell’istituto.

Borbotti, da quello che traspare nel corso delle indagini, era diventato una sorta di bancomat dell’Ifc. Bastava chiedere e rispettare le procedure amministrative e lui apriva i forzieri. Peccato che fossero quelli della sede centrale all’insaputa degli sponsor che, al momento di saldare il conto dello studio commissionato solo sulla carta, sono caduti dalle nuvole. Tra questi anche la Fondazione Monte dei Paschi di Siena. «Non facciamo più donazioni dal 2010» fa sapere l’ufficio stampa.

Lente sulle consulenze. Il secondo filone sotto la lente della magistratura guarda all’estero e ad alcune società che compaiono in diverse convenzioni con l’Istituto di Fisiologia Clinica.

I progetti finanziati da enti inconsapevole sono Gestsix, Gestsix2, Diamante e Corsa. Consulenze sulle quali la Procura vuole approfondire provenienza e destinazione delle somme.

Anche perché una delle società risulta in liquidazione nel dicembre 2012, ma poi firma un contratto nella primavera 2013 per 276.000 euro.

Condizioni mentali. Negli ultimi tempi, prima del licenziamento del 10 gennaio scorso, e durante la fine della direzione di Eugenio Picano, l’ex custode Borbotti aveva assunto un ruolo sempre più centrale nella gestione di soldi e progetti.

Qualche consigliere d’istituto aveva segnalato l’anomalia, ma le risposte non avevano modificato procedure e responsabilità.

Anche questo aspetto è al vaglio degli investigatori che vogliono ricostruire il contesto di un ambiente di eccellenza scientifica nel quale, a capo di un ufficio da cui passavano milioni di euro, era stato messo un ex custode con problemi di salute mentale e una laurea fasulla.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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