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Pisa

Perdita di memoria, uno studio compiuto a Pisa

Perdita di memoria, uno studio compiuto a Pisa

La fascia di età più a rischio è compresa tra i 60 e i 70 anni: il 5-10% dei casi evolve in Alzheimer

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PISA. I pisani stanno sempre più perdendo la memoria. La fascia d'età in cui si manifesta più chiaramente il calo è fra i 60 ed i 70 anni. Secondo uno studio dell'Unità operativa di neurologia all'Azienda ospedaliero universitaria pisana, si tratta di un disturbo isolato o saltuario nella vita della persona, tale però da suscitare sorpresa- ed assieme preoccupazione - in famiglia. Sono coinvolti circa 10 mila soggetti, una cifra in progressiva crescita, comunque nella media nazionale.

«Il dato fa riflettere sul piano scientifico e sociale - spiega il direttore, Ubaldo Bonuccelli - perché abbiamo valutato come il 5-10% di tali persone evolve verso la demenza tipica dell'Alzheimer, che inizierebbe di fatto almeno dieci anni prima. È il cosiddetto "disturbo cognitivo lieve", la cui identificazione ha radicalmente modificato l'approccio alla malattia (oltre tremila sono i casi di malattia conclamata sul nostro territorio)».

«Se dunque da un lato la conoscenza sempre più diffusa di piccole modificazioni del rapporto interpersonale può indicare precocemente una situazione da tenere sotto controllo - continua Bonuccelli - dall'altro l'evoluzione della tecnologia viene incontro alla maggiore facilità nel confermare o meno l'evolversi della malattia». È una particolare applicazione della Pet (tomografia ad emissione di positroni) che va a scoprire la presenza di sostanza amiloide sulle cellule nervose, il meccanismo con cui i neuroni vengono progressivamente distrutti. La metodica diventerà un supporto diagnostico importante non solo per la diagnosi differenziale fra le varie demenze, ma anche per la diagnosi sempre più precoce di Alzheimer. Si parla infatti di Alzheimer prodromica o - per intendere - quei casi che iniziano con un disturbo di memoria isolato, destinati poi ad evolvere verso la Demenza di Alzheimer. Tali casi saranno facilmente individuati rispetto ai pazienti con disturbo cognitivo lieve stabile o reversibile (smemoratezza senile benigna). Anche la misura dell'amiloide nel liquor (mediante puntura spinale) rappresenta una metodica di supporto per migliorare ed anticipare la diagnosi. Tutto cio' consente di fare diagnosi precoci e d' iniziare eventualmente le nuove terapie ancora in fase sperimentale ,il prima possibile quando ancora pochi neuroni sono stati distrutti dal processo di malattia. Prende così corpo un'iniziativa preventiva già in atto da tempo e promossa dall'Aoup, il cosiddetto "Percorso Pisa". Una prima visita neurologica (prenotazione 050- 995.995) potrà consentire d'inquadrare la situazione ed eventualmente iniziare il percorso più opportuno.

Gian Ugo Berti

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