Sicurezza
Asl, undici sindacati bocciano la riforma
«Va bloccata la proposta di legge che vuole istituire il super direttore di Area Vasta: è un errore»
PISA. Ben undici sindacati del personale medico sanitario e veterinario hanno bocciato, in una riunione intersindacale di pochi giorni fa, la proposta di riforma del sistema sanitario regionale. E la bocciatura è dovuta al gigantismo di governance previsto con «il commissariamento delle Asl e la creazione di un super direttore di Area Vasta».
Secondo la nota sindacale, «l’attuale proposta di legge di riordino del sistema sanitario regionale si configura, a giudizio delle associazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria, come un tentativo di aggirare la normativa vigente attraverso una architettura di governance che, di fatto, cerca di pervenire ad una programmazione e gestione centralizzata del sistema sanitario regionale sottraendo funzioni e poteri a istituzioni politico/amministrative ed a strutture gestionali intermedie».
La nota sindacale è siglata da Anaao, Aaroi-Emac, Cimo, Cisl-medici, Fassid, Fesmed, Fvm, Uil, Sinafo, Anpo-Fials, Aupi. Stando a quanto riportato dai sindacati si creerebbe una figura di super direttore di Area Vasta che all’inizio della riforma sarebbe un vero commissario.
«Tale figura non ha una configurazione giuridica nella normativa vigente – dice Gerardo Anastasio dell’Anaao - e ad essa vengono delegate funzioni che sono dell’assessore alla sanità: programmazione, verifica, allocazione delle risorse».
Stando alla bozza di riforma, questo super direttore è nominato dal presidente della giunta regionale sentiti i sindaci e i rettori. Anastasio spiega: «Si colloca pertanto nel territorio un nuovo organo che appare sovrapposto rispetto alle due direzioni aziendali e, nei fatti, ne condiziona l’autonomia gestionale prevista dalla legge 502/92 e quindi ci chiediamo a chi dovremo rivolgerci per discutere dei nostri problemi: al direttore generale dell’Azienda sanitaria, al direttore di Area Vasta o all’assessore regionale alla Sanità?».
Ma c’è un altro punto critico nei vari passaggi di questa riforma. «Nel periodo che intercorrerà tra la decadenza dei dirigenti delle attuali Asl – si legge nella nota - e l’istituzione delle aziende Asl di Area vasta, nelle ex Asl entreranno in funzione dei vicecommissari e l’Azienda territoriale si troverà per un lungo periodo di tempo con le attività gestionali fondamentali paralizzate o limitate».
Non vengono commissariate invece le Aziende ospedaliere universitarie. «Ciò la dice lunga da che parte penderà il piatto della bilancia della nuova riforma», commenta Anastasio.
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