Il Tirreno

Pisa

Gli oggetti della casa controllati da un’App L’idea made in Pisa

di Gianluca Campanella
Gli oggetti della casa controllati da un’App L’idea made in Pisa

Per far partire il progetto servono ventimila dollari Lo sbarco su una piattaforma Usa per raccogliere i fondi

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PISA. Quattro giovani hanno un’idea che ha l’ambizione di cambiare il Web e chiedono 20.000 dollari alla rete stessa per finanziare il progetto. Così, da ieri, l’Università di Pisa è il primo ateneo italiano a sbarcare su Kickstarter: Viper, un prodotto hi-tech nato nel mondo di Internet delle Cose, ha debuttato sulla più importante piattaforma statunitense di crowdfunding del mondo. Autori dell’avventura sono Daniele Mazzei del Centro Piaggio, Giacomo Baldi dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana, Gualtiero Fantoni e Gabriele Montelisciani del Dipartimento di Ingegneria civile e industriale. Il progetto resterà in rete 30 giorni e il budget richiesto per la finalizzazione di Viper e la produzione industriale della scheda è di 20.000 dollari.

Il crowdfunding funziona così: uno ha un progetto e chiede una mano su Internet a chi ci crede; i finanziatori possono donare anche solo pochi spiccioli e avranno il riconoscimento eterno o quasi. L’ideatore del progetto sa che cifra gli serve per partire e quindi deve stare alto, altrimenti non ce la fa; ma nel contempo deve stare anche basso, perché dopo i 30 giorni ai mecenati viene restituito tutto se la cifra non è raggiunta.

Viper è un dispositivo e una serie di software che permette di rendere facile la programmazione di tutti gli oggetti che abbiamo in casa, semplicemente collegandoli fra loro: finora c’era da studiare il libretto di istruzioni di ogni singolo apparecchio; Viper fa comunicare condizionatori, televisori, lampade, contatori (e via dicendo) tutti con una centralina che è in grado di gestirli in pochi click e anche a distanza. «Un esempio che facciamo spesso – spiega Gualtiero Fantoni – è quello di un tipico carillon con le apine che sono appesi sulle culle dei neonati. Con Viper un oggetto del genere può essere trasformato in un sistema che sta acceso fino a quando il bambino è sveglio, che si spegne pian piano mentre si addormenta. Ma che, a un risveglio improvviso, sia capace di far ripartire musica e movimento delle apine, avvertendo via cellulare la mamma che magari è impegnata altrove». Il trucco? Il team di ricercatori ha scelto il Python, uno dei linguaggi di programmazione più semplice da usare, per creare una serie di interfacce e App per far comunicare gli oggetti con i telefonini, i tablet e i computer. «Si tratta di una tecnologia di grande efficacia – aggiunge Fantoni – che può trovare applicazioni nelle grandi industrie manifatturiere e rendere più efficienti le piccole imprese; può servire ai laboratori, alle botteghe artigiane e perfino aiutare i negozi commerciali: pochi click sul computer, una scheda elettronica che non consuma quasi niente e qualsiasi oggetto potrà essere visibile e accessibile tramite computer o cellulare».

Il nome Viper è stato scelto come gioco di parole. Infatti, quando hai un computer con un grande microprocessore e tanta Ram, usi Python (pitone in inglese), che è un serpente grande. Qui si usa una piccola scheda elettronica, con un microprocessore piccolo e poca Ram. E allora si scrive in Viper (la vipera), che è un serpente piccolo ma molto velenoso. Kickstarter è stato scelto al posto di un progetto Europeo o un finanziamento regionale per la ricerca e sviluppo perché i quattro hanno «bisogno di un piccolo finanziamento, ma di una grande comunità di co-sviluppatori». Il team è convinto che Viper possa attrarre molti appassionati di tecnologia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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