Sicurezza
L’ex custode del Cnr rischia l’azione legale sugli stipendi riscossi
Percepiti soldi per un incarico ottenuto con la finta laurea, ora l’ente potrebbe chiedere la restituzione delle somme
PISA. Un’azione legale per recuperare i soldi percepiti durante l’incarico ricoperto grazie al concorso vinto con una laurea falsificata. È una delle ipotesi valutate dal Cnr nei confronti di Marco Borbotti, 47 anni, di Molina di Quosa, licenziato il 10 gennaio e indagato per i falsi titoli di studio e sotto inchiesta anche per truffa ai danni dello Stato in relazione all’ammanco, ma i numeri sono in evoluzione, di 3,9 milioni di euro dalle casse dell’Istituto di Fisiologia Clinica.
Da custode a manager. Borbotti era entrato al Cnr nel 2007 come custode e nel novembre 2012 la sua scalata interna era culminata con l’assunzione a tempo indeterminato nel ruolo di tecnologo. Primo classificato al concorso a cui aveva partecipato producendo una laura falsa in economia e commercio. Da lì era poi stato collocato al vertice dell’ufficio entrate e contratti per gestire i rapporti tra gli enti erogatori di fondi e i ricercatori impegnati nei progetti di studio. Ora sostiene che per aumentare la “produttività” dell’istituto si era inventato committenti inconsapevoli di finanziare la ricerca che veniva, comunque, portata avanti con gli anticipi di cassa garantiti dall’amministrazione centrale. Se e quanto dei 3,9 milioni di euro - i crediti arrivano fino a 10 milioni ma diversi sono esigibili e verranno saldati da sponsor esistenti - è finito nelle sue tasche o di altri, al momento non identificati, è un fronte su cui stanno lavorando Guardia di finanza e Procura.
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«Incapace di intendere e volere». I familiari dell’indagato hanno autorizzato il legale Giulio Venturi, a rendere noto che l’ex dipendente «è incapace di intendere di volere come già accertato in alcuni pregressi procedimenti penali».
Stipendi non dovuti. Di certo l’azione legale è un’eventualità concreta per consentire al Cnr, suo ex datore di lavoro, di recuperare quegli stipendi che borbotti ha incassato occupando un posto che non gli spettava e ottenuto con un raggiro. Il Cnr romano. Stando a quanto riferito dall’attuale direttore di Fisiologia Clinica, Giorgio Iervasi, autore della querela da cui è partita l’indagine sull’ammanco, «il Cnr nei suoi uffici preposti allo scopo valuterà attentamente i fatti e le azioni dei singoli componenti dell'amministrazione precedente con ruoli di responsabilità. Terminato il procedimento di accertamento di responsabilità individuale da parte degli organi competenti non si esiterà a modificare le proprie scelte (a livello di segreteria amministrativa, ndr) qualora si evidenziassero responsabilità nella vicenda oggetto d'indagine fino ad oggi, ripeto, non emerse».
«Pensiamo ai ricercatori». Nel verbale della riunione del consiglio di istituto del 22 dicembre scorso, durante la quale il “buco” venne affrontato dalle origini ai possibili effetti su Fisiologia, il consigliere Fabrizio Bianchi fece sottolineare la necessitò di pensare al futuro dei ricercatori. «Per non prendersi in giro ritengo onesto asserire che sono successe cose di cui una direzione non può non accorgersi, trattandosi di scompensi di 3 o 4 milioni di euro – fece mettere al verbale Bianchi –. Infatti, le antenne si dovrebbero alzare quando ci sono saldi negativi tra accertato e realmente incassato di 2-3 milioni di euro su un bilancio totale di 7-8 milioni, e di fronte a sbilanciamenti pari a quasi il 50% del bilancio non pensa si possa parlare di scompensi fisiologici o sviste bensì di cattiva amministrazione. È accaduto qualcosa di molto grave e occorre un forte rilancio. Serve adesso molta attenzione ai tempi che devono essere brevi per non aggravare il danno e il male causato ai ricercatori onesti dall'evidente cattiva amministrazione degli anni passati».
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