Sicurezza
Area da espropriare, intesa ancora lontana
La Cancello Rosso: «Gravi errori nelle procedure. Ci devono riconoscere valore e redditività del luogo»
PISA. «Non vorremmo vendere niente. Se costretti, però, vorremmo fosse riconosciuto il valore e la redditività della proprietà».
La società “Il cancello rosso Srl” replica alle accuse ricevute sul caso di un terreno in via Aurelia Sud, dove la società svolgeva attività di rimessaggio auto, che il Comune deve espropriare per la realizzazione dei lavori del People Mover.
Un'area di circa 9.000 mq dove dovrà sorgere la fermata intermedia e il parcheggio scambiatore a servizio della navetta su rotaia. Tra Palazzo Gambacorti e la Cancello Rosso si è aperta una controversia sulla stima del risarcimento: il Comune propone 25 euro a metro quadro, la società ne chiede 377, giustificando la differenza con la redditività che traeva dall'area. Dopo i dubbi sollevati da Una città in comune-Prc sulla legittimità dei lavori eseguiti sui terreni e sull'attività svolta, è stata una relazione del segretario generale del Comune a far luce sul caso, dichiarando irregolari sia le opere edilizie che l'attività di rimessaggio auto.
«Cancello Rosso – si legge in una nota della società - acquistò l'area a prezzi di mercato. Nel luglio 2011 presentammo una Dia con la quale chiedevamo la sistemazione dell'area per renderla idonea a svolgere l'attività di parcheggio. Il Durc di cui tanto si è parlato (per la mancanza del documento gli interventi sono stati interrotti, ndr) faceva parte della documentazione presentata, contrariamente a quanto asserito dal Comune. Al momento dell'esproprio – continua la società - su quei terreni era in essere una regolare attività di parcheggio, affidata ad una società specializzata. L'attività era stata comunicata allo Sportello unico attività produttive del Comune il 30 settembre 2013, ma ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione in merito». Secondo la società, nelle procedure di esproprio adottate del Comune ci sarebbero «gravi errori» e aspetti poco convincenti. «Uno di questi – prosegue la Cancello Rosso - è il tentativo maldestro di voler dimostrare che i lavori eseguiti sull'area sono illegittimi, oggetto del nostro primo ricorso al Tar con l'ottenimento della sospensiva ed il pagamento delle spese a carico del Comune». «Comunicare a distanza di quattro anni che avremmo dovuto richiedere il permesso di costruire e non la Dia, procedere d'imperio alla demolizione delle presunte opere abusive, individuare una indennità di esproprio di 25 euro al mq senza considerare che negli anni sono stati acquistati terreni per il medesimo impiego a cifre che variano da 86 a 344 euro al metro quadro - conclude la società - è una vera e propria imposizione. Non vorremmo vendere niente. Se costretti vorremmo però fosse riconosciuta, oltre al valore della proprietà di un'area destinata a parcheggio a due passi dall'aeroporto, anche la redditività dell'azienda».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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