Sicurezza
Rapinatore-ciclista armato di coltello accusato di sei colpi
Il bandito solitario si spostava in bici: arrestato dalla polizia Contestati episodi ai danni di farmacie e tabaccherie
PISA. Lo accusano di sei colpi, quattro rapine concluse e due tentate, messi insieme a dicembre che gli sono valsi l’etichetta di bandito solitario. Bloccato in flagranza il 27 dicembre dagli agenti di squadra mobile e squadra volante dopo aver ripulito una tabaccheria, a carico di Nerry Orlando Torres, 35 anni, clandestino, arrivano ora le contestazioni di tutti gli episodi di cui era solo sospettato al momento del fermo.
Il bandito solitario, con tanto di occhialini da bravo ragazzo, arrivava in città in treno. Prendeva la bici lasciata in piazza della stazione e poi girava alla ricerca dei suoi bersagli. Si portava dietro anche un coltello con cui minacciava le sue vittime per farsi consegnare i soldi.
Era un metodico che alla fine ha pagato con la cella la frequenza delle visite, anche in tempi ravvicinati, agli obiettivi dei suoi raid.
È stato il capo della squadra mobile, Rita Sverdigliozzi, a illustrare l’arresto del bandito insieme ai poliziotti della sezione antirapine.
Torres, con diverse denunce per reati contro il patrimonio, viveva dall’11 dicembre 2014 in un centro di accoglienza per immigrati a Pistoia. Conosceva bene Pisa dove nel 2007 era stato coinvolto in una rapina.
I colpi che gli vengono addebitati sono sei a partire dal 4 dicembre e fino al 27, giorno dell’arresto. Da allora si trova al Don Bosco. Venne bloccato dopo una rapina alla tabaccheria di piazza Solferino. Circa mezz'ora prima il bandito aveva colpito il negozio "Capelli & Manie" in via Bianchi.
«Grazie al lavoro della polizia scientifica – spiega la dottoressa Sverdigliozzi – è stato possibile svolgere le comparazioni dai video effettuando le misurazioni antropometriche.
Le immagini sono state utile per accertare l’identità del bandito anche per gli episodi pregressi rispetto al fermo in flagranza dopo la rapina di piazza Solferino. Nella fuga, dopo aver visto i poliziotti, Torres si era liberato di un borsello nero nel quale furono trovati berretto, guanti, 200 euro in contanti e un coltello».
Tra le rapine attribuite all’arrestato ci sono, oltre a una tabaccheria in centro in aggiunta a piazza Solferino, anche quelle alle due farmacie comunali di via Battelli e via Niccolini e alla parafarmacia di via Turati.
Stando alla polizia Torres, i cui movimenti sono stati ricostruiti a ritroso, era abituato ad agire con rapidità, in orario prossimo alla chiusura serale (ad eccezione di via Turati dove si era presentato la mattina presto) con travisamento parziale del volto, indossando solo il guanto destro ed utilizzando sempre un coltello con lama di grandi dimensioni. Poi si dava alla fuga in sella a una bicicletta.
Gli investigatori hanno esaminato l’abbigliamento e l’uso dell'arma in uso. Quindi sono stati verificati gli orari di ingresso e di uscita del dominicano nella struttura di Pistoia che lo ospitava. Le sue assenze erano compatibili con la presenza in città, conosciuta da Torres anche se non aveva in zona alcun tipo d'interesse familiare, affettivo o economico.
Lo accusano di aver tentato o rapinato in ventitre giorni sei attività tra farmacie e tabaccherie. Uno “shopping” sotto Natale che gli ha aperto le porte del Don Bosco.
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