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Pisa

«Quell’uso inadeguato dei macchinari»

«Quell’uso inadeguato dei macchinari»

Articolo scientifico mette in dubbio l’appropriatezza dei test medici alla Fondazione Monasterio. Chiesto il ritiro del testo

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PISA. La Ftgm, Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, all’inizio del 2014 ha chiesto invano il ritiro di un articolo scientifico pubblicato dall’editore anglosassone Plos One nel quale si documentava «un alto tasso di inappropriatezza nei test di imaging medica eseguiti» proprio nello stesso centro cardiovascolare che ha sedi a Pisa e Massa.

L’episodio di sicuro mostra il clima che si è vissuto in alcuni ambienti del Cnr negli ultimi due anni; e forse può fornire un’ulteriore ipotesi di lettura alla storia del buco nel bilancio all’Ifc, Istituto di fisiologia clinica del Cnr.

Tutto comincia il 27 novembre 2013 quando con il codice “pone.0081161” esce l’articolo intitolato: “Inappropriateness of cardiovascular radiological imaging testing”, che si può rendere come inopportunità dei test di imaging radiologico nella cura di malattie cardiovascolari. L’articolo è tuttora disponibile in rete e conserva la firma dei sei ricercatori dell’Ifc che lo hanno condotto: Clara Carpeggiani, Paolo Marraccini, Maria Aurora Morales, Renato Prediletto, Patrizia Landi ed Eugenio Picano (in quest’ordine).

La ricerca si propone di «controllare il tasso di adeguatezza dei diversi esami radiologici cardiaci», perché l’«inappropriatezza radiologica nell’imaging medico porta alla perdita di risorse e all’accumulo di evitabile rischio di cancro nella popolazione».

Il tema è antico e ampiamente dibattuto: in pratica, alcuni esami medici possono esporre il paziente a radiazioni che un giorno potrebbero causare tumori; è giusto farli quando non si è sicuri che siano esami utili? Lo studio conclude che alla Ftgm (ente nato da una sinergia tra Cnr e Regione Toscana) l’inappropriatezza va dal 18% al 55% a seconda della malattia.

Il 16 gennaio 2014 Ferruccio Fazio, presidente della Fondazione Monasterio ed ex ministro della salute in un governo Berlusconi, scrive al presidente della Regione Enrico Rossi e al presidente del Cnr Luigi Nicolais: «Anche se un’attenta lettura dell’articolo solleva dubbi sostanziali sulla correttezza delle metodologie, delle conclusioni e, in particolare, sul messaggio mediatico dello stesso, ritengo che la questione vada chiarita fino in fondo». Chiede pertanto un’indagine e, nel caso si confermino quei risultati, «i necessari provvedimenti al fine di ottimizzare gli iter diagnostici».

In realtà non c’era bisogno di aspettare l’articolo di Plos One: la questione era stata sollevata più volte negli anni, l’ultima nel giugno 2013 dal laboratorio Mes della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che per conto della Regione monitora il sistema sanitario toscano. Ma una direttiva interna di Ftgm (protocollo 2613 del 24 febbraio 2010) aveva sempre superato il problema disponendo il «massimo utilizzo delle attrezzature di imaging sia ai fini di contenimento dei tempi d’attesa, sia ai fini di un corretto ammortamento degli ingenti investimenti in tali attrezzature».

Quasi in contemporanea alla lettera di Fazio, il 22 gennaio Prediletto scrive a Plos One chiedendo il ritiro della propria firma: si rende contro della sua «richiesta inusuale». Ma la giustifica così: «Avrei dovuto leggere attentamente il paper. La mia colpa è stata di essere in quel momento distratto in altri compiti».

Plos One riceve altre sollecitazioni: il 28 febbraio Fazio e Luciano Ciucci, direttore generale di Monasterio, scrivono all’editor in chief elencando una lunghissima serie di contestazioni che mettono in dubbio il valore dell’articolo e chiedendone il ritiro. Allora Plos One si rivolge a un arbitro e il 22 maggio conclude: «Lo studio è adeguato in relazione agli aspetti metodologici». E non ne cambia una virgola.

Nel frattempo, il 30 aprile, Picano finisce il suo mandato di direttore dell’Ifc, incarico che ricopriva dal 2008. Con Picano i debiti certificati dell’Ifc sono scesi da 40 a 4 milioni e i grant europei (progetti finanziati) sono saliti da 2 a 20. Per tutta la sua direzione Picano ogni sei mesi ha informato Roma sul problema del debito, così come ha fatto il nuovo direttore Giorgio Iervasi; entrambi hanno coinvolto il Cnr centrale.

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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