Il dolore
Manfred, il direttore prodigio che si definisce dilettante
Ha 32 anni e da cinque dirige l’orchestra che l’ateneo pisano ha affiancato al coro. Ha accompagnato il cantante Andrea Bocelli in un concerto di beneficenza
PISA. Dall’Incompiuta di Schubert a Peppa Pig, passando per Andrea Bocelli.
«La musica è il mio diletto, per questo sono - in senso etimologico - un dilettante». Lo dice Manfred Giampietro, direttore dell’Orchestra dell’Università di Pisa. Ed è strano pensare che la bacchetta su cui si appuntano gli occhi e le orecchie di una cinquantina di orchestrali sia coetanea degli stessi musicisti. Manfred ha oggi 32 anni ma ne aveva 27 quando ha assunto la direzione dell’orchestra che l’Ateneo pisano ha voluto affiancare al suo Coro nel nuovo Centro per la diffusione della cultura e della pratica musicale e che è oggi una delle sei orchestre italiane riconosciute dall’Enuo, l’Associazione europea delle orchestre universitarie.
Lo siamo andati a trovare durante le prove che tiene ogni settimana, talora anche tre volte, nel Polo Carmignani. Erano le dieci di sera. Silenzio umido fuori dall’edificio ma dentro il caldo delle note dei corni. «Andiamo avanti finché non vediamo dei miglioramenti». Su Beethoven non si scherza, ma anche i fiati devono tirare il fiato, e Manfred chiama la sospirata pausa. «Sì, ho suonato per Andrea Bocelli, l’ho accompagnato per un concerto di beneficenza. L’evento si è tenuto nel giardino della sua villa, due anni fa». Una bella emozione, sicuramente. «All’inizio, sì. Ma poi, niente: entra in gioco la musica. Ecco, quella mi emoziona».
Manfred si definisce un “dilettante” nel senso letterale «perché ricevo diletto dalla musica». Ma di fronte a questa sfumatura un po' da romanticismo tedesco (il tedesco è la sua seconda lingua), ci sono dieci anni di studi di composizione presso il Boccherini di Lucca e prima, un diploma in clarinetto al “Mascagni di Livorno”. E poi ancora, il ritmo della formazione di Manfred si è spinto sull’andante-allegro con ben altri due diplomi di merito in Composizione di musica per film all'Accademia Chigiana di Siena, sotto la guida di Luis Bacalov. Si laurea in Storia del cinema all’Ateneo pisano, e già che c’è vince un dottorato di ricerca in Storia delle arti visive, tenendo poi il corso di “Teoria musicale”.
Un anno e mezzo fa, poi, gli è nata Costanza. Il tutto andante-allegro e con brio. «Sono fortunato, faccio ciò che mi piace anche se…».
Anche se, cosa? «Avrei voluto studiare il pianoforte, che ho recuperato più tardi, ma ho scelto il clarinetto. Le lezioni di clarinetto erano più vicine a casa mia, avevo un bravo maestro ed io sono un tipo abbastanza pragmatico». Che sia questa l’unica nota stonata nella vita di Manfred? A parte l’aver dovuto rinunciare, ormai da anni, ad esibirsi alla Sapienza perché inagibile. E comunque Manfred, di padre pugliese e madre austriaca, ha composto anche musica per spettacoli teatrali, cortometraggi ed ora la colonna sonora per il film “Il Giocatore invisibile” in uscita per la regia di Stefano Alpini. E poi ci sono i suoi divertissements come “The Peppa Pig fugue” o “The Indiana Jones fugue” (parte della sua opera di composizione la si può trovare sul suo canale youtube: https://www.youtube.com/user/TheLudwig22.).
A Manfred non basta fare audizioni. «Non mi piace l’approccio burocratico, preferisco provare i musicisti sul campo, alle prove, insieme agli altri orchestrali, anche perché è lo spirito dell’orchestra universitaria avvicinare tutti alla musica». A breve Manfred avrà l’opportunità di dirigere l’Orchestra sinfonica siciliana.
Il suo ricordo più bello è legato al concerto di ottobre scorso al Teatro Verdi dove diresse, tra l’altro, l’Incompiuta di Schubert. «Ci fu una crescita artistica incredibile di tutti noi. Il botteghino esaurì i biglietti due ore dopo l’apertura».
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