Proteste
Zerboglio, un ago di pino nella pasta
Allo stesso alunno della elementare servito anche un piatto con un filamento di plastica. Avviati i controlli sulle cause
PISA. La prima sorpresa è stato un filamento di plastica tra la pasta. Pazienza, può succedere anche se sarebbe meglio di no. Ma quello non doveva essere un giorno fortunato per il bimbo della Zerboglio che al secondo piatto di riserva ha trovato un altro “ospite” indesiderato mescolato al sugo alla carrettiera: un ago di pino.
Nuovo episodio. Dopo i bruchi del novembre scorso, giovedì mattina alla scuola elementare Zerboglio è stata un’altra giornata da bollino rosso per la mensa con il ritrovamento di due corpi estranei nella pastasciutta.
Il destino ha voluto che i due episodi, a distanza ravvicinata, siano capitati allo stesso alunno che ha subito segnalato al personale la sgradita esperienza durante la pausa pranzo.
«Centro cottura ok». «I due corpi estranei – spiega il Comune – raccolti dalle insegnanti e consegnati agli uffici per le opportune analisi, sembrano essere un filamento e un ago di pino ( o similare) e non presentano colorazioni riconducibili al condimento, nella fattispecie sugo di pomodoro. Sembrerebbe, dunque, da escludere che possano provenire dal procedimento di preparazione e, quindi, dal centro cottura, e anche dallo sporzionamento. È verosimile invece che siano accidentalmente finiti nel piatto dopo tali operazioni».
Approfondimenti più dettagliati sono stati avviati dagli uffici scolastici con le opportune verifiche sulle procedure adottate nelle refezione scolastiche. I reperti sono stati inviati, come da protocollo, all’azienda sanitaria locale.
Palazzo Gambacorti fa sapere che sono in corso anche le verifiche con la ditta Elior, che gestisce il servizio mensa, titolare dell’appalto che terminerà nel giugno 2016, e con i fornitori dei prodotti utilizzati.
Il servizio mensa riguarda 45 refettori scolastici per 3.500 pasti giornalieri. Dal 2008 (anno in cui la Elior si è aggiudicata il servizio) sono stati erogati circa 3 milioni e mezzo di pasti.
«Otto casi in sei anni». Nel mese di febbraio ci sono stati due casi, ma in 6 anni, fa notare il Comune, gli episodi di ritrovamenti all’interno dei piatti sono stati 8. «E per ognuno sono state attivate le procedure idonee alla verifica ed al controllo» chiosano da Palazzo Gambacorti.
I precedenti. Il 27 gennaio 2011, scuola elementare Parmini, filamento metallico nella pizza; primo marzo 2011 scuola elementare Filzi, filamento di plastica in piatto di lasagne; 10 marzo 2011 scuola infanzia Conti succursale, pezzetto di plastica azzurra in piatto di minestra di fagioli; 11 aprile 2013 in scuola d’infanzia Ciari, corpo metallico riconducibile a fermaglio metallico in piatto di minestra; 24 ottobre 2013 scuola media Fibonacci, pezzetto di vetro in piatto di pasta al pomodoro; 12 novembre 2014 in scuola elementare Zerboglio, 3 bruchi in un piatto di cavolfiore biologico; 2 febbraio 2015, scuola media Gamerra, pezzetto di plastica bianca in bocconcini di tacchino; 19 febbraio 2015, scuola elementare Zerboglio, 2 corpi estranei in piatto di pasta alla carrettiera.
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