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Pisa

il processo

Violenza sulla moglie, condannato a quattro anni

L'aula di un tribunale
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L'aula di un tribunale

Il racconto della donna: "Mi sbatteva sul letto e non dovevo reagire. Dopo quell'ultimo abuso andai alla polizia e poi alla Casa della donna. Sono stata per oltre un mese in una casa famiglia con i miei due figli"

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PISA. Quattro anni e quattro mesi per le violenze sessuali sulla moglie quando, la sera, tornava a casa ubriaco.
È la sentenza inflitta dal primo collegio del Tribunale a carico di un muratore albanese di 45 anni (omettiamo il nome per tutelare la parte offesa e i due figli minorenni della coppia). Il pm Aldo Mantovani aveva chiesto 4 anni.
Il collegio (presidente Murano, a latere Poggi e Giovannelli) è andato oltre stabilendo un risarcimento alla moglie, assistita dall’avvocato Lombardi, da quantificare in sede civile.

«Tornava a casa ubriaco quasi tutte le sere e spesso voleva fare sesso, anche contro la mia volontà. Non so più quante volte mi abbia violentata, persino davanti ai nostri due figli. Quando non ce l'ho fatta più a sopportare questa situazione mi sono rivolta alla polizia» aveva raccontato in aula la donna aggiungendo: «Quando mi ribellavo lui chiamava i miei genitori e altri parenti in Albania e loro mi minacciavano».

Nella sua deposizione il muratore, difeso dagli avvocati Marco Romeo e Silvio Scuglia, aveva confutato le accuse della moglie sostenendo di non averla mai violentata, di non essere il tipo che beveva e che la donna poteva uscire senza alcuna limitazione. «Non le ho mai fatto mancare niente. Era lei che voleva sempre soldi» ha riferito in aula.

L'effetto scatenante da cui è nato il processo risale al 16 marzo 2012. «Volevo andarmene perché ero stufa di una situazione e lui mi violentò per l'ennesima volta - ha ricordato in udienza -. Spesso subivo in silenzio offese e minacce per non far sentire ai bimbi quello che succedeva. Ma altre volte non potevo non urlare quando mi prendeva con la forza. Mi sbatteva sul letto e non dovevo reagire. Dopo quell'ultimo abuso andai alla polizia e poi alla Casa della donna. Sono stata per oltre un mese in una casa famiglia con i miei due figli».

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