Il Tirreno

Pisa

Cnr, falsi sponsor per ottenere soldi veri

di Pietro Barghigiani
Cnr, falsi sponsor per ottenere soldi veri

I progetti partivano con l’anticipo di cassa sulla base di finanziatori inventati Previste indagini patrimoniali sull’ex responsabile dell’ufficio contratti

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PISA. I finanziatori c’erano, ma solo sulla carta. L’importante era imbastire con tutti i crismi formali il progetto e chiedere un’anticipazione di cassa all’amministrazione. Lo studio veniva avviato e concluso anche se poi al momento di contabilizzare le entrate le poste attive risultavano esistenti solo a livello documentale. In pratica il progetto se lo pagava il Cnr anziché l’ignaro sponsor fatto figurare come soggetto erogatore dei fondi necessari alle ricerche. E quando al privato veniva chiesto di saldare quello che su carta aveva dichiarato di voler finanziare, il “mecenate” cadeva dalle nuvole. Se le accuse saranno confermate era questa la procedura che ha portato, ma i conti sono ipotetici, dai 4 ai 10 milioni di euro di buco nei conti dell'Istituto di Fisiologia Clinica (Ifc) di Pisa del Cnr.

Querele e licenziamento. La querela presentata dal nuovo direttore dell’organismo, Giorgio Iervasi, ha fatto iscrivere sul registro degli indagati Marco Borbotti, 47 anni, sedicente laureato in economia e commercio, residente a Molina di Quosa. Lo hanno licenziato il 10 gennaio scorso, dopo aver scoperto che non aveva i titoli per occupare il posto dal quale, stando alla Procura, avrebbe goduto di un’autonomia finanziaria milionaria e anche molto anomala durante la direzione del precedente responsabile, Eugenio Picano, 56 anni, di San Giuliano Terme, oggi titolare di una cattedra in Kazakistan e all'epoca dei fatti diretto superiore di Borbotti. La vicenda ha provato in modo serio l’ex dipendente provocandogli problemi di salute da cui ancora non si è ripreso.

L’inchiesta. Per ora il fascicolo aperto dal sostituto procuratore, Flavia Alemi, che coordina le indagini delegate alla Guardia di finanza, ipotizza il reato di truffa ai danni dello Stato. Lo sviluppo delle indagini dirà se confermare o meno la base di partenza dell’accusa. Al momento l’unico indagato è Borbotti, ma la ricognizione sugli atti, sia cartacei che informatici, sequestrati mercoledì al Cnr e a casa dell’ex responsabile dell’ufficio entrate e contratti, lascia un orizzonte di investigazioni ad ampio raggio. Le verifiche sono appena iniziate e non coprono solo l’andamento contabile 2011-2014, ma guardano a ritroso negli anni. Saranno sentiti i partner presunti finanziatori e chi ha lavorato ai progetti.

Indagini patrimoniali. Una delle domande a cui gli inquirenti stanno cercando una risposta è dove sono finiti i soldi dell’ammanco ai danni del Cnr. Indagini patrimoniali sono previste a carico di Borbotti e non viene esclusa una segnalazione alla Corte dei conti per danno erariale e di immagine nei confronti del Centro nazionale delle ricerche. Quello che andrà appurato è se nella vicenda prevalga più la superficialità contabile, al confine tra mala gestio e cialtroneria, la volontà di architettare il raggiro per far sparire i soldi o il desiderio di dimostrare l’operosità dell’ufficio agli occhi dei superiori. Borbotti è stato convocato per essere interrogato e chiarire gli aspetti che hanno indotto l’Istituto di Fisiologia Clinica a querelarlo. L’assenza del titolo di studio è un profilo penale secondario rispetto all’inchiesta sulla voragine nel bilancio.

La storia. Tutto nasce dal maggio 2014 quando il Cnr nomina Giorgio Iervasi nuovo direttore dell'Istituto di Fisiologia Clinica di Pisa, in sostituzione di Eugenio Picano che lo ha guidato dal settembre 2008 all'aprile 2014. A luglio c’è il passaggio di consegne e il nuovo dirigente prende conoscenza delle criticità di uno sbilanciamento ancora da quantificare.

Dopo qualche mese dal suo insediamento, il neo direttore, si accorge che i conti non tornano e alcune convenzioni stipulate dall'Istituto con enti finanziatori sarebbero false. La contabilità presenta almeno 4 progetti (Gestsix, Gestsix2, Diamante, Corsa) che avrebbero dovuto portare fondi all'Istituto, ma i cui sottoscrittori dicono di non aver mai firmato nulla e tra questi ci sono anche il Monte dei Paschi di Siena e l'Unione Europea. Complessivamente tra il 2011 e il 2014, l'Istituto ha accertato entrate per 33,8 milioni, ma ne ha incassati effettivamente 24,2 con una differenza di 9,6 milioni di euro, di cui non si trova il debitore.

Licenziato. Marco Borbotti è stato licenziato per le irregolarità riferite al titolo di studio. La falsa certificazione prodotta da Borbotti, che gli costata il licenziamento, invece stata scoperta dall'ufficio Provvedimenti disciplinari del Cnr centrale. Sotto procedimento disciplinare è finito anche l'ex direttore dell'Istituto, Eugenio Picano, al quale viene contestato di non aver vigilato «sul corretto funzionamento delle attività gestionali e contabili riconducibili alla segretaria amministrativa». L’indagato era a capo dell’ufficio entrate e contratti, mentre la segreteria amministrativa si occupava delle spese. Una gestione opinabile dove la mano destra non sapeva quella che faceva la sinistra e che il neo direttore Iervasi appena insediato aveva modificato perché «tale organizzazione amministrativa non appariva conforme con quanto previsto dal regolamento». Ora un solo ufficio tiene il conto di entrate e uscite.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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