La manifestazione
Anche a Pisa le celebrazioni per il “Rotary Day”
L’obiettivo – spiegano i presidenti dei club locali - è quello di eradicare la poliomielite dal mondo. Un progetto partito nel 1979 che ha consentito fino ad ora di vaccinare oltre due miliardi di bambini
PISA. Domenica 22 febbraio in centinaia e centinaia di città si celebra il Rotary Day. Una giornata dedicata al più antico club di servizio, fondato 110 anni fa negli Stati Uniti e da allora presente nei paesi liberi di tutto il mondo. Un evento che sarà celebrato anche a Pisa, dove il Rotary – oggi rappresentato da tre club, “Pisa, “Galilei” e “Pacinotti” – vanta una lunga e operosa presenza, dopo aver accolto nelle sue fila personaggi illustri nella storia della città, i cui nomi compaiono anche nella toponomastica cittadina. La storia del Rotary nella nostra città è lunga.
A cominciare dal premio internazionale “Galileo Galilei”, che da oltre mezzo secolo è la manifestazione culturale che più di altre compendia la vocazione di Pisa città d’arte, di scienza e di cultura aperta al mondo. Una storia, quella del Rotary a Pisa, che comincia nel 1934 quando fu fondato il primo club cittadino per iniziativa del senatore Giovanni D’Achiardi, rettore dell’Università e presidente della Cassa di Risparmio.
Insieme a lui altri personaggi di rilievo come l’illustre chimico Camillo Porlezza, il radiologo Luigi Duranti, l’on. Arnaldo Dello Sbarba, l’avvocato Piegaia, il professor Cesaris Demel, il professor Carlo Ferrai, medico legale e imprenditore farmaceutico che fu il secondo presidente del club. Poi nel 1938 intervenne Mussolini e ordinò la chiusura di tutti i club rotariani d’Italia. E c’era da aspettarsela questa aperta ostilità del regime nei confronti di un club ispirato ai principi di libertà.
L’interruzione durò a lungo, poi, nel 1947, il Rotary tornò a ricostituirsi anche a Pisa. Nasceva un’altra Italia in quegli anni densi di speranze e di entusiasmo per la riacquistata libertà e anche il Rotary tornò a riunirsi liberamente. A ricostituirlo fu Vincenzo Rossi, insigne oculista e appassionato cultore d’arte che l’anno prima aveva legato il suo nome come presidente del comitato organizzatore alla grande mostra sulla scultura pisana del Trecento. Un evento che segnò la rinascita artistica della città dopo gli anni bui della guerra.
Insieme a lui riattivarono in città gli ideali rotariani personaggi come Sigismondo Jonasson, Augusto Gotti Lega, Giuseppe Bruguier Pacini, Letterio Donato, Tristano Bolelli, cui si deve il premio “Galilei”. Più tardi arrivarono a far parte della compagine rotariana molti altri protagonisti della società pisana, come Renato Buoncristiani, Angiolo Adorni Braccesi, Mario Ostini, Sandro Faedo, Francesco Lanzara, solo per citare alcuni dei nomi che compaiono nell’elenco di coloro che si impegnarono per la rinascita del Rotary a Pisa.
Oggi, forte di questo passato che si rinnova nelle compagine dei suoi soci presenti nei tre club cittadini, il Rotary è tuttora protagonista di molte iniziative pubbliche improntate alla solidarietà e alla cultura alle quali si affianca l’attività sociale che vede conferenzieri intervenire alle riunioni settimanali per affrontare temi di attualità nel campo della cultura e della scienza. Ma l’impegno principale esplicato dal Rotary in tutto il mondo è quello denominato “Polio Plus”.
“L’obiettivo – spiegano i presidenti Alberto Janni del “Pisa”, Roberto Gianfaldoni del “Galilei” e Gherardo Gherarducci del “Pacinotti”, casualmente tutti tre medici - è quello di eradicare la poliomielite dal mondo intero. Un progetto partito nel 1979 che ha consentito fino ad ora di vaccinare oltre due miliardi di bambini ed ha ridotto i casi di poliomielite del 99%”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
