Finanza
«Un confronto pubblico sull’aeroporto»
Dario Danti ha spiegato al Teatro Sant’Andrea i motivi delle sue dimissioni da assessore
PISA. «Leggo dal programma di mandato del sindaco di Pisa. Testualmente: “Realizzazione delle decisioni assunte dal consiglio comunale e con il protocollo per il sistema aeroportuale toscano sottoscritto da tutti i soci pubblici di Sat Spa, evitando la concorrenzialità dannosa dell’aeroporto di Firenze in caso di scelte di potenziamento infrastrutturale, nei limiti previsti e fatte in autofinanziamento da AdF Spa”. Permettetemi uno sfogo ad alta voce: chi è coerente e chi no? Chi è in linea con il programma di mandato votato dai cittadini pisani e chi no?».
Teatro Sant’Andrea, ieri sera. L’ex assessore Dario Danti ha spiegato perché si è dimesso dalla giunta di Palazzo Gambacorti. Al centro le vicende degli aeroporti. «La coerenza - ha attaccato - è una parola da maneggiare con molta cura». Danti ha definito la privatizzazione del sistema aeroportuale toscano una questione che «segnerà in negativo il futuro di Pisa, il domani del nostro territorio». La proposta di Dario Danti: «Senso di responsabilità vuole che ci si fermi ancora a riflettere, che si chiami nuovamente la città a un confronto pubblico, aperto e trasparente. Io da qui stasera lo rilancio con forza. Chiamiamo la città a discutere, è sbagliato rinchiudersi nelle stanze. Non è che se il problema si risolve dentro gli equilibri del Pd, allora significa che è risolto anche per la città».
E qui si arriva alle dimissioni date per «senso di responsabilità: perché, lo dico con chiarezza, è stato un errore accodarsi con il voto favorevole alla fusione non differenziandosi minimamente». E’ anche vero che Danti, e Sel, sono stati al fianco della giunta nei mesi scorsi anche sulla vicenda degli aeroporti. «Iniziative importanti - ha detto - prese dall’amministrazione comunale insieme alla città. Proprio in nome di quella coerenza bisognava segnare una distanza da un modo di governare dall’alto con arroganza e prepotenza. Io e Sinistra Ecologia Libertà non potevamo accettare tutto questo: ecco le dimissioni, ecco la collocazione all’opposizione».
«I fatti di questi giorni - ha proseguito Danti - mi hanno convinto definitivamente che anche in molti ambienti di una “super-sinistra” e, soprattutto, nel gruppo dirigente del Pd si è introiettato il virus dell’antipolitica. Sul mio conto si è detto: “Furbo quello, ci sono le regionali, si è dimesso per candidarsi, è una mossa a tavolino per fare il consigliere regionale”. Ecco, ho già tranquillizzato tutti, lo faccio nuovamente: non mi candido alle regionali: né a consigliere, né a presidente». Per Danti «non è solo un problema di Sel. Anche nel Pd ci sono stati, proprio sulla privatizzazione del sistema aeroportuale, dissensi e prese di posizioni nette: uno su tutti Paolo Fontanelli. E ancora le dimissioni dal Pd e l’uscita dalla maggioranza del consigliere comunale Stefano Landucci a cui va tutta la mia stima e il mio affetto umano e politico».
E ora? «Per i prossimi mesi non perdiamoci di vista. Non solo sulla cultura e per la cultura, che poi è tanta parte delle nostre vite, ma anche sulla città e per la città».
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