Italia
Quel commissariamento negato
Nel 2012 i ricercatori lanciarono l’allarme ma Roma non li ascoltò
PISA. Una delle prime conseguenze del terremoto che ha scosso l'Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr pisano, è stato il licenziamento di Marco Borbotti, responsabile dell'ufficio gestione contratti. Un provvedimento immediato, scattato dopo l'apertura delle indagini da parte della direzionale nazionale del Cnr e della procura, che assume però contorni bizzarri.
Il Cnr ha inizialmente contestato al responsabile dell'ufficio contratti la commissione di “fatti di reato e gravi irregolarità contabili”, ma ha allontanato Borbotti dal suo ruolo senza aspettare l'esito delle indagini. Il licenziamento è scattato infatti non per i presunti reati contabili, ma per irregolarità del titolo di studio. Borbotti avrebbe infatti vantato titoli inesistenti ed in particolare una laurea in economia e commercio mai conseguita.
Sulle difficoltà economiche del Cnr pisano spunta intanto un documento risalente al novembre 2012, inviato, tra gli altri, al presidente nazionale del Cnr Luigi Nicolais, con il quale il Comitato di Area della ricerca di Pisa, che riunisce i nove dirigenti dei rispettivi istituti che compongono il Cnr, chiedeva il «commissariamento», sottolineando «l'impossibilità a far fronte in modo equo e condiviso al disavanzo economico accumulato, stimato in 2,4 milioni di euro». Un “buco”, secondo il Comitato, al quale «si è giunti progressivamente – si legge nella missiva – a causa della costante riduzione dei fondi di dotazione ordinaria e dell'aumento dei costi di beni e servizi. Situazione aggravata dalla richiesta avanzata da alcuni creditori di importanti interessi passivi originati dal tardivo pagamento delle fatture».
I vari tentativi fatti dal Comitato dell'area della ricerca di Pisa per risolvere “localmente” il problema, così come era stato precedentemente chiesto dalla direzione nazionale, «non hanno portato ad una soluzione», tanto da spingere i vari istituiti a chiedere al presidente un «intervento straordinario» per evitare il fermo dell'intera Area.
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