Sicurezza
Bancarellai, esposto alla Corte dei Conti: «Danno all’erario»
Copia dell’atto distribuito dagli ambulanti in consiglio: «Lavori alle Sinopie più lunghi, tanto nessuno paga la Cosap»
PISA. Non era la prima volta che i bancarellai di piazza Manin si presentavano in consiglio comunale. Ieri però la loro vicenda ha svoltato nuovamente nel senso delle carte bollate. Distribuito ai consiglieri un esposto alla procura generale della Corte dei Conti per danno erariale. In pratica, secondo gli ambulanti, l’amministrazione comunale, nelle pieghe del regolamento Cosap (canone per l’occupazione del suolo pubblico), non avrebbe incassato quanto dovuto per il cantiere al Museo delle Sinopie in piazza del Duomo. La prosecuzione dei lavori oltre la prima scadenza stabilita non permette ai bancarellai di tornare, seppur in modo temporaneo, nella piazza.
«Altri tre mesi di proroga per un intervento che era considerato di somma urgenza per il pericolo di crolli. Tutto questo mantenendo un cantiere di dimensioni abnormi per lavori che svolgono pochissimi operai. E mantenendolo anche nel tratto i cui lavori sono già conclusi da mesi, il muro che divide Piazza dei Miracoli dal Santa Chiara», dice Gianmarco Boni, presidente del consorzio dei bancarellai. Nell’esposto si parla di «aprioristica ed indistinta rinuncia all’entrata patrimoniale del canone per gli interventi di recupero ed i relativi cantieri di tutti gli immobili di proprietà di qualsiasi ente locale, ente pubblico non economico, ente del servizio sanitario nazionale ed ente religioso». Un’esenzione contestata dagli ambulanti. Se l’azienda ospedaliera «avesse regolarmente pagato l’occupazione del suolo pubblico come qualsiasi privato o ditta - insiste Boni - avrebbe sicuramente fatto le corse per completare i lavori e smontare i ponteggi. Ancora di più se consideriamo l’urgenza di rimuovere le bancarelle per iniziare i lavori visto il pericolo di crolli. Con la nuova proroga il cantiere durerà 18 mesi, un tempo incredibile anche considerando che ci troviamo in una delle piazze più famose del mondo».
L’esposto presentato ieri in consiglio si unisce a quello già presentato sempre dai bancarellai per il rientro in piazza al termine dei lavori ed al ricorso al Tar contro l’ordinanza di trasferimento delle bancarelle che sarà discusso il prossimo 26 febbraio. Conclude Boni: «Un’altra stagione turistica inizierà a Pasqua e noi dovremo fare ancora i conti con incassi irrisori. Tutto questo nel disinteresse generale dell’amministrazione comunale. Nonostante questo non ci arrendiamo e andiamo avanti per vie legali, dimostrando ancora una volta senso di responsabilità nonostante l’esasperazione sia al massimo».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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