Sicurezza
Pronto soccorso, superata l’emergenza dopo il picco influenzale
Gli accessi sono tornati in linea con la media dello stesso periodo riferito al 2014. L’unico dato in aumento è il numero di ricoveri di pazienti ultraottantenni
PISA. Ieri mattina il pronto soccorso di Cisanello era abbastanza tranquillo. Non c’erano barelle nei corridoi, non c’erano pazienti in attesa da ore per un posto letto o familiari ammassati nelle sale d’attesa. Scenari che sono stati all’ordine del giorno negli ultimi mesi e che hanno messo a dura prova la resistenza del reparto emergenze dell’ospedale. La situazione di ieri, invece, era sotto controllo: nessun codice rosso, 4 verdi e tre bianchi. Urgenze di piccola entità, insomma. Appena dieci giorni fa i dottori parlavano di crisi. In poche ore i medici si erano ritrovati con un ingorgo di codici rossi difficile da smaltire. Alcuni pazienti, per la carenza dei posti letto, erano rimasti in barella anche tutta la notte.
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Quiete e tempesta. Il febbraio, per i medici del pronto soccorso, è stato un mese convulso, a singhiozzo. Il numero degli accessi totali, infatti, non è cambiato molto rispetto allo scorso anno, anzi; dati alla mano si è verificato un leggero calo (5 persone in meno) ma i ricoveri hanno subìto un brusco aumento: ben 132 in più rispetto a un anno fa. Un aumento dovuto all’influenza che ha colpito principalmente gli anziani: 82 accessi in più di ultraottantenni rispetto al 2014, tutti ricoverati. Il motivo prova a spiegarlo il dottor Fabrizio Maggiorelli, medico ospedaliero del pronto soccorso: «Il virus dell’influenza di quest’anno è stato molto forte. Basti pensare che abbiamo avuto alcuni casi di persone giovani con complicazioni gravi. È evidente che i soggetti di una certa abbiamo sofferto maggiormente».
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La crisi. Così l’hanno chiamata i medici. Si è verificata principalmente nel mese di gennaio, con un incremento degli accessi al triage pari a 612 unità rispetto allo scorso anno. «La crescita – commenta Maggiorelli - ha provocato una certa sofferenza sia per noi medici, nella gestione dei pazienti, sia per la struttura, che si è trovata nella difficoltà di ricoverare più persone di quanti fossero i posti letto disponibili». Considerato anche il fatto che i medici al pronto soccorso sono 7 per turno durante il giorno, di cui uno assegnato ai codici rossi, numero che però si ridimensiona a quattro per la notte.
I dati. Se prendiamo in considerazione il totale del periodo dal primo gennaio e confrontiamo i dati con quelli del 2014, sono state accettate 607 persone in più rispetto: 11114 pazienti contro i 10506 dell’anno scorso. A questo incremento si è registrato anche un aumento dei ricoveri: 381 persone in più (2039 nel 2915 contro i 1658 nel 2014: +3%). Vanno considerati in questi numeri i pazienti ultraottantenni: sono stati accettati ben 1538 pazienti anziani, 282 in più. Anche in questo caso i ricoveri si sono innalzati: più 199 unità.
La dirigenza. «Abbiamo avuto un aumento di ricoveri maggiore rispetto alla media nazionale dovuti all’influenza – dice il dottor Eugenio Orsitto, direttore del dipartimento Dea di Cisanello - i malati anziani hanno sofferto molto e sono casi più complicati, considerata l’età. Abbiamo affrontato il problema in sinergia con il reparto geriatrico. In questo periodo di forte afflusso abbiamo preso delle misure temporanee di gestione di alcune emergenze: attraverso i medici di base – conclude - diamo accesso prioritario ad esami diagnostici che poi tornano direttamente al medico curante, senza fermarsi nelle nostre strutture». Un provvedimento, quindi, che restituisce il paziente al medico di famiglia dopo gli esami.
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