Il Tirreno

Pisa

LIBERALIZZAZIONI nel commercio

Nuovi negozi, serve legge nazionale

L’assessore Gay: «Necessaria una modifica per i centri storici»

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PISA. «Ci vuole una legge nazionale che tenga conto delle specificità delle città universitarie come Pisa».

Così l’assessore al Commercio, David Gay, interviene sulla disciplina di vecchie e nuove aperture di attività nel centro storico.

Secondo il dirigente del Comune Dario Franchini, la partita si apre con il "Decreto Bersani"(teso a favorire il massimo di libertà di concorrenza nel commercio). La Regione ha recepito il decreto Bersani ma ha inserito una norma che consente ai Comuni, previa concertazione, di definire i requisiti degli esercizi di somministrazione «anche in relazione alle specificità del territorio comunale» e di poter «prevedere una specifica destinazione d'uso al fine di valorizzare e tutelare aree di particolare interesse».

L'articolo 42 bis riguarda l'intera varietà delle attività annoverabili tra le somministrazioni di alimenti e bevande. Si conclude che non è legittimo istituire particolari limiti o divieti che riguardino solamente i locali etnici. Rispetto alle specifiche destinazioni d'uso funzionale per gli immobili, l'imposizione di un eventuale vincolo sul piano urbanistico riguarderebbe solo i nuovi insediamenti, lasciando inalterata la situazione precedente, creando differenze di trattamento.

L'assessore Gay ritiene che, in questo quadro, «sarebbe necessaria una modifica alla normativa in tema di liberalizzazioni per quanto riguarda i centri storici come il nostro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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