Il Tirreno

Pisa

Urgente trovare un milione per l’Acquedotto Mediceo

di Daniele Benvenuti
Urgente trovare un milione per l’Acquedotto Mediceo

È l’investimento minimo necessario per mettere in sicurezza lo storico monumento Si trova sul terreno di San Giuliano Terme, ma è di proprietà del Comune di Pisa

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SAN GIULIANO. La pulizia dell’ultimo tratto di via dei Condotti ha riportato in primo piano le condizioni dell’Acquedotto Mediceo realizzato fra il ‘500 e il ‘600 per volontà del granduca Ferdinando I e di proprietà del Comune di Pisa anche se per gran parte dei suoi sei chilometri corre nel territorio comunale di San Giuliano. Un anno fa fu proprio il Comune di Pisa, con una cifra intorno ai 60.000 euro, ad intervenire con somma urgenza per mettere in sicurezza gli archi più a rischio, evitandone il crollo. «Un intervento d’urgenza – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Pisa Andrea Serfogli – che ci ha consentito di evitare il collasso delle strutture più degradate. Ovviamente si tratta di un intervento tampone che ci fa respirare; ma occorrono fondi per il progetto definitivo. Come Comune siamo anche a disposizione per finanziarne una parte, ma il resto deve essere trovato».

Il progetto definitivo di cui parla Serfogli prevede la sistemazione dei duecento archi nel tratto di 800 metri lungo la via dei Condotti compreso fra l'incrocio con le vie dell'Alberaccio e Bellini. Un intervento importante, ma molto oneroso dato che prevede un investimento complessivo di 2,5 milioni. Una cifra intorno al milione, però, dovrebbe essere sufficiente per il recupero e restauro del tratto maggiormente deteriorato.

Considerando i tagli subiti dalle amministrazioni locali, trovare anche quel milione per mettere in sicurezza uno storico monumento come l’Acquedotto Mediceo non sarà certo facile. Pisa vuole finanziare una parte: e l’altra? A chi spetterà? Si farà affidamento sui fondi europei? I tempi della burocrazia, come dimostra il caso della Certosa di Calci, mal si conciliano con i monumenti storici che hanno necessità di un profondo lavoro di restauro.

La condizioni critiche dell’Acquedotto sono emerse quando via dei Condotti, nel suo tratto finale non transitabile dalle auto, è stato liberato da rovi ed erbacce sul lato opposto all’Acquedotto Mediceo. Un intervento realizzato dai proprietari del terreno, in base all’ordinanza dell’amministrazione comunale che impone la pulizia dei fossi per garantire il deflusso delle acque in caso di pioggia. «Non possiamo che ringraziare il Comume, il sindaco Sergio Di Maio e la polizia municipale – afferma Giuseppina Lotti, consigliere comunale e voce della sezione Pd di Asciano - per i controlli capillari del rispetto dell’ordinanza comunale che impone ai proprietari di pulire i fossi da rovi, erbacce e alberi pericolanti che impedivano la visibilità di Asciano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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