La manifestazione
Nate diciannove imprese dal Phd+
Il progetto dell’Ateneo per la creatività ha prodotto anche cinque brevetti
PISA. «Non è il denaro a far idee, ma le idee a far denaro». In questa massima, sovente pronunciata in vita dal prete-manager don Verzè, c'è la sintesi del progetto denominato "Phd+". Progetto che l'Università di Pisa porta avanti da cinque anni per offrire a giovani e meno giovani, laureati e non, la possibilità di mettere a frutto la propria creatività. Un percorso formativo, ufficialmente presentato ieri pomeriggio, che ha già visto l'adesione di cento allievi, che attraverso 12 seminari monotematici acquisiranno i segreti della creatività, dell'innovazione e dello spirito imprenditoriale per confezionare idee e progetti da proporre a partner aziendali, istituzionali e finanziatori, pronti come nelle precedenti edizioni, a cogliere la sostanza di quanto si produce in questa "fabbrica delle idee" che ha già dato vita, tra le varie cose, a 19 imprese ed a 5 brevetti internazionali.
Non è quindi un caso se ai nastri di partenza del quinto percorso, si siano presentati due starter d'eccezione: Benedetto Vigna e Silvano Spinelli, che ben rappresentano nel mondo il nostro Ateneo, dove entrambi si sono laureati. Vigna è vice presidente e direttore generale della Divisione Analogici di Mems. A lui si deve l'invenzione del sensore di movimento tridimensionale utilizzato nei comandi senza filo della console Nintendo; Spinelli ha sviluppato Lucitanib, un antitumorale molto efficace nel trattamento dei tumori al seno, e nell'inibizione della formazione e crescita dei tumori renali e tiroidei. I due testimonial del nostro Ateneo hanno animato brillantemente una tavola rotonda moderata dalla giornalista Gail Edmondson, direttrice editoriale di "Scienze Business" .
Impegno, preparazione, lavoro, semplicità, forza di carattere se non caparbietà, sono state le parole attorno a cui si è sviluppata la conversazione. Ovviamente anche la parola "idea" è risuonata spesso, e non poteva essere altrimenti in questo posto dove si opera per accendere la lampadina dell'ingegno umano. A margine dell'incontro, abbiamo chiesto a Vigna, che mancava da Pisa da 22 anni, come avesse trovato la nostra città: «Sicuramente diversa, più pulita e meglio fruibile probabilmente grazie alle aree pedonali. Soprattutto una città dove adesso si sente anche parlare in inglese».
Doady Giugliano
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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