Sicurezza
Inceneritore, parte un’indagine del Cnr sui rischi per la salute
Oggi a Palazzo Ricci incontro con l’esperto che la curerà Legambiente: «I cittadini devono avere dati scientifici»
PISA. Giornata importante quella di oggi per quanti temono rischi sanitari relativi alla presenza dell’inceneritore. Infatti, alle 18 a Palazzo Ricci in via Santa Maria il dottor Fabrizio Bianchi del Cnr presenterà la prossima ricerca epidemiologica legata all’impianto gestito da Geofor, società che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
«Il Comune - sottolinea Ilaria Sbrana, presidente di Legambiente - ha commissionato al Cnr una indagine epidemiologica sugli agenti inquinanti nel territorio circostante l'inceneritore di Ospedaletto. Questo impianto, costruito alcuni decenni fa, ha dato recentemente segnali preoccupanti. Perciò è importante che la cittadinanza sia a conoscenza di dati scientificamente fondati».
«Come Legambiente - prosegue Sbrana - abbiamo invitato il dottor Fabrizio Bianchi, che coordinerà l'indagine epidemiologica, a presentare le metodologie, il significato e il possibile utilizzo di una ricerca che riguarda il complesso di un territorio alla periferia della nostra città, ma il cui evidente interesse centrale è l'impianto di incenerimento. L'incontro, cui parteciperà anche il dottor Marco Redini, responsabile dell'Ufficio Ambiente del Comune di Pisa, è aperto a tutti».
«Ricordiamo - sottolinea ancora la presidente di Legambiente - che, seppure in ritardo, si dovrà presto decidere sull’impiantistica di smaltimento dei rifiuti delle province costiere settentrionali della Toscana. In particolare si deciderà se adeguare l'impianto di Ospedaletto alle necessarie norme di sicurezza, se costruire un nuovo inceneritore oppure non costruirlo. È necessario conoscere per decidere nel modo migliore».
Lo scorso gennaio a sostenere la non pericolosità dell’impianto intervenne Paolo Marconcini, presidente di Geofor. Il quale ebbe modo di affemare: «Secondo me quell'inceneritore, costoso ma non pericoloso, potrebbe essere chiuso, così come l'impianto di Livorno. Ma questo dovrebbe avvenire a patto di costruire un nuovo impianto, più moderno e produttivo, in grado di produrre energia e calore, e di accogliere i rifiuti speciali non pericolosi. Tra l'altro, quest'ultima tipologia di rifiuti non viene colpevolmente considerata, la qual cosa rischia di far saltare tutti i piani di Ato e Regione».
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