Sicurezza
Una mostra per celebrare il legame di Pisa con Pertini
PISA. Pisa celebra il suo legame con Sandro Pertini, il settimo presidente della Repubblica e forse il più amato, nel venticinquesimo anniversario della sua scomparsa. Inaugurata ieri nell'atrio di...
PISA. Pisa celebra il suo legame con Sandro Pertini, il settimo presidente della Repubblica e forse il più amato, nel venticinquesimo anniversario della sua scomparsa. Inaugurata ieri nell'atrio di Palazzo Gambacorti dal sindaco Marco Filippeschi e dal presidente del consiglio comunale Ranieri Del Torto la mostra “Sandro Pertini, l’uomo dello sdegno e della speranza”: quarantaquattro pannelli, foto storiche, prime pagine di quotidiani e settimanali d'epoca che ripercorrono gli anni giovanili ed il suo settennato al Quirinale, 1978- 1985.
La storia del socialista Pertini è strettamente legata a Pisa , perché proprio davanti al Comune, nel 1929, fu arrestato in quanto antifascista e condannato a undici anni di carcere. Ma nella città della Torre tornò da presidente nel 1984, commentando: «È una delle visite più belle che lascia dentro di me un ricordo incancellabile».
L'esposizione, supportata anche da filmati e interviste, è stata curata da Andrea Balestri «grazie a nove mesi di lavoro certosino», in collaborazione con Giacomo Giuntoli e Andrea Conti, presidente dell'associazione “I Cavalieri”. Giovedì 26 febbraio alle 10,30 ultimo omaggio al cinema Lux con la proiezione del film documentario «Mi mancherai- ricordo di Sandro Pertini». Interverrà l'assessore Marilù Chiofalo. «Un simbolo positivo della storia italiana ed europea- ha detto Filippeschi.- Ha interpretato la sua vita come una missione civile. È stato a capo della Resistenza e la politica di oggi ha estremo bisogno di un così grande esempio».
Ricordato per la sua capacità di parlare a tutti gli italiani, come presidente Pertini navigò nelle acque più agitate della politica italiana. L' omicidio di Guido Rossa; le stragi di Ustica e di Bologna;l'attentato a papa Wojtila;la tragedia di Vermicino; l'omicidio Dalla Chiesa, solo per citarne alcuni. Ma tutti noi ricordiamo le sue braccia al cielo in senso di vittoria nella finale del mondiale spagnolo del 1984 e l'abbraccio a Bearzot.«Una personalità importante – ha commentato Del Torto- per il rilancio della figura istituzionale del presidente della Repubblica, che mai come prima di lui aveva perso gran parte della sua credibilità. Pertini ha saputo restituire fiducia nella politica, sia a quanti erano vicini che a quelli che se ne erano allontanati».
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