Gioco
Si allunga la lista dei sostenitori di Filippeschi
Maggioranza sempre più risicata per il governo di palazzo Gambacorti dopo le fuoriuscite di Sel e Landucci. I vertici Pd: "Nessuna motivazione sui principi guida"
Si allunga la lista dei sostenitori del sindaco Marco FIlippeschi. Non si tratta di una lista morale, ma di un vero e proprio appello firmato a sostegno del primo cittadino di Pisa il quale si ritrova a vivere ore difficili perché il suo governo è minacciato dalle defezioni della maggioranza che lo ha sostenuto.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.10877351:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2015/02/16/news/landucci-esco-dalla-maggioranza-e-dal-pd-1.10877351]]Ad aggiungersi ai nomi di qualche giorno fa, ecco le firme degli intellettuali, professionisti, e cittadini comuni che hanno aderito alla politica filippeschiana: Rachele Antognoli, Alberto Azzena, Maurizio Baglini, Ornella Balestri, Elisabetta Bartoli, Luisa Bertelli, Chiara Biondi, Lina Bolzoni, Dario Bonuomo, Alessandro Bucchi, Chiara Bulleri, Cristina Cagianelli, Luisa Carta, Paolo Carrozza, Simone Consani, Massimiliano D'Alisa, Lucia Della Porta, Lucia Faedo, Maria Rosaria Ferraro, Andrea Ferrini, Fabiola Franchi, Guido Frati, Donatina Gramazio, Giovanni Gravina, Domenico Laforenza, Stefano Lonati, Umberto Laffi, Rita Lucchi, Giulia Mannocci, Daniele Manozzi, Roberto Marchi, Massimo Marletta, Corrado Mastrorilli, Adele Manzella, Antonella Mela, Barbara Mori, Davide Nesti,Valeria Nucara Giacomo Orsucci, Tiziana Paladini, Alessandro Panucci, Piero Paolicchi, Francesco Pasqualetti, Marinella Pasquinucci, Loretta Pennacchi, Maria Piro, Renato Raimo, Andrea Romagnoli,Grazia Rossini,Antonietta Sanna, Francesca Salvetti, Pietro Sammataro, Romano Tiraboschi, Anna Vaccarelli, Candida Virgone, Ugo Zanelli, Renzo Zucchini.
La maggioranza al momento conta 18 consiglieri contro i 15 d'opposizioni. Ma non è sempre stato così: ben tre eletti hanno voltato le spalle al sindaco. Il primo a lasciare il gruppo di maggioranza fu il consigliere Armando Paolicchi, eletto in quota Sel, a seguirlo anche gli altri del suo partito; Dario Danti, ex assessore alla cultura, ha alzato un polverone con la sua dimissione: la polemica che ne venuta fuori ha portato alla fuoriuscita dalla maggioranza del suo partito, Sel appunto. Ultimo colpo lo ha inferto il fuoco amico: Stefano Landucci, Pd di area civatiana, che, non gradendo la svolta centrista, ha deciso di lasciare il partito e quindi di entrare nel gruppo misto di opposizione.
Pronta la risposta del Pd a firma Nocchi-Ferrante (rispettivamente segretario Pd provinciale - in foto - e segretario unione comunale) che scrivono in un comunicato: "Non emerge alcun rilievo specifico nei confronti dell'operato della giunta che dimostri come la maggioranza si sia allontanata dalla sua ispirazione originaria. I punti che Landucci richiama sono già presenti nel programma di mandato. Anche le dimissioni dell'assessore Danti appaiono motivate molto più da dissensi circa l'operato del Governo nazionale e della Giunta regionale che non dell'amministrazione comunale di Pisa.Tutto legittimo - proseguono - ma in contrasto con l'esigenza di mettere al primo posto il funzionamento delle istituzioni nell'interesse dei cittadini. Danti e Sel fanno una scelta squisitamente politica, diretta a fare di Pisa un laboratorio della sinistra anti Pd, anti Renzi ed anti-Rossi".
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La politica cittadina non c'entrerebbe con le fuoriuscite. E nasce l'idea di un "disegno che punta a dividere il partito e, come dimostra l'intempestiva uscita di Landucci, a indebolire il Pd e la sua rappresentanza istituzionale, abbozzato in modo poco responsabile sulle spalle della città".
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