Il Tirreno

Pisa

IL GIALLO DEL NOTAIO

Siciliani, ok dalla Procura a riesumazione e autopsia

Pietro Barghigiani
Il palazzo della Procura e il notaio Paolo Siciliani
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Il palazzo della Procura e il notaio Paolo Siciliani

Il consulente della magistratura e quelli degli indagati in trasferta a Orvieto.
Quattro medici sotto inchiesta per omicidio colposo dopo l’esposto dei familiari

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PISA. Sarà riesumata la salma del notaio Paolo Siciliani, il professionista deceduto il primo novembre all’ età di 78 anni.
Lo ha deciso la Procura dopo aver affidato l’incarico alla dottoressa Diana Bonuccelli dell'ospedale di Lucca a seguito dell’esposto presentato dai familiari di Siciliani secondo i quali è necessario fare chiarezza sui momenti precedenti alla morte del notaio. Come atto d’ufficio, il sostituto procuratore Giovanni Porpora ha iscritto sul registro degli indagati per omicidio colposo in concorso quattro medici che hanno avuto in cura, in fasi diverse, il professionista: il medico di famiglia, il suo sostituto, una guardia medica e un cardiologo.
Lunedì 16 febbraio i consulenti nominati dagli indagati (difesi dagli avvocati Andrea Di Giuliomaria, Stefano Del Corso, Alessandra Papineschi e Arnaldo Massei), i professori Ranieri Domenici, Marco Di Paolo e Agostino Virdis, si recheranno nel cimitero di Orvieto, dove fu tumulata la salma del notaio, per assistere alla riesumazione del corpo effettuata, alla presenza del perito incaricato dalla magistratura, e alla successiva autopsia.

I dubbi su una presunta negligenza sanitaria, ritenuta cruciale nell'aver contribuito al decesso del notaio, sono alla base della richiesta dei familiari di rivolgersi all’autorità giudiziaria. A distanza di tre mesi e mezzo dal decesso verrà, dunque, eseguita l’autopsia che non venne fatta al momento della morte di Siciliani. Nel fascicolo ci sono cartelle cliniche e documenti sanitari che danno conto delle condizioni di salute del notaio.
L’esame autoptico, nelle intenzioni del consulente della Procura, dovrebbe contribuire a individuare, possibili spunti in grado di accertare eventuali responsabilità nella gestione clinica del professionista che di lì a poco cessò di vivere.

Il notaio è stato un personaggio conosciuto in città non solo per la sua attività professionale. La sua incursione, da dirigente, nel mondo del calcio lo aveva consegnato alle cronache del Pisa quando, negli anni Settanta, era stato commissario straordinario del Pisa Sporting Club nella stagione 1971-72 dopo sette anni di presidenza di Giuseppe Donati, il presidente che aveva riportato il Pisa in serie A nel campionato 1967-68. Ma era stata la professione di notaio ad averlo reso famoso a Pisa, anche, negli ultimi anni, per vicende che lo avevano amareggiato. Disavventure giudiziarie di cui aveva sofferto e che avevano offuscato il successo raccolto nella sua lunga attività che aveva il suo epicentro nella sua casa-studio, in piazza Sant'Antonio. L’autopsia servirà a capire, per quello che potranno ricavarne i medici legali, se ci sono stati errori umani nelle cure prestate al notaio prima del decesso.

 

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