Il Tirreno

Pisa

Un progetto contro l’illegalità

Presentato al Sangallo un rapporto sui rifiuti speciali nel nostro Paese

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PISA. La Toscana non è la “Terra dei Fuochi”. Ciò non vuol dire che non ci siano episodi di illegalità anche nella nostra regione. È di ieri la notizia della scoperta di una discarica abusiva a cielo aperto dietro quanto resta del Mississippi pub sull’Aurelia. Lo smaltimento dei rifiuti è stato al centro del convegno organizzato ieri mattina dal Comune, Confservizi Cispel Toscana e Scuola Superiore Sant’Anna Al Bastione Sangallo. «L’Arpat negli ultimi mesi ha aumentato i controlli sul territorio, in seguito alla richiesta esplicita di Enrico Rossi, dopo la strage del dicembre 2013 nella fabbrica-dormitorio a Prato – spiega Giovanni Barca, direttore Arpat -. È stato messo a punto un progetto specifico contro le illegalità. Abbiamo effettuato un centinaio di controlli tra le aziende di Arezzo, Prato e Pistoia. Risultato? Dopo i nostri accertamenti sono state sequestrate 25 aziende su 100. Ma non basta, la normativa odierna è insufficiente: da decenni il Ministero dell’Ambiente non si consulta con le Regioni e spesso le norme sono fatte da persone incompetenti». Nella percezione comune il problema dei rifiuti riguarda solo quelli urbani.

Si ignora che i rifiuti speciali sono ben quattro volte superiori a quelli urbani. Se da un lato diminuisce leggermente la quantità di rifiuti speciali definiti “non pericolosi”, dall’altra aumenta quella dei “pericolosi”, talvolta provenienti da attività economiche non individuate o non censite nei parametri dell’Istituto di Statistica. «È necessario una tracciabilità di tutto il percorso di smaltimento dei rifiuti, dalla raccolta alle modalità di smaltimento – afferma Alfredo De Girolamo, presidente Confservizi Cispel Toscana -. La Toscana è la sesta regione per produzione di rifiuti speciali. Soltanto l’8% dei rifiuti pericolosi finisce in discarica o verso gli inceneritori. Dove non c’è controllo non c’è trasparenza e dunque illiceità. Il sistema politico deve cambiare in questo senso». «Nel 2012 sono state prodotte 9,4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali pericolosi – spiega Bernardo De Bernardinis, presidente Ispra -. Di queste, circa 1,2 milioni di tonnellate sono relative ai veicoli fuori uso e quasi 12 mila tonnellate arrivano da attività non determinata secondo i parametri Istat». Secondo il rapporto “Ecomafia 2014” di Legambiente, in Toscana, dal 2002 a oggi sono state concluse 45 indagini per traffico organizzato di rifiuti. (s.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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