Il Tirreno

Pisa

Ospedale, assunzioni libero professionali Sindacato all’attacco

di Gianluca Campanella
Ospedale, assunzioni libero professionali Sindacato all’attacco

L’azienda: «A tempo e per riorganizzare il pronto soccorso» Cambio di divisa: non c’è accordo sul numero di minuti

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PISA. Un botta e risposta durissimo si svolge tra il sindacato Fials e l’Aoup (Azienda ospedaliero universitaria). La sigla dei lavoratori contesta l’operato della seconda su tre ambiti: carenza di personale, spostamento di mansioni e tempi per indossare la divisa. Su tutto i due attori hanno punti di vista opposti, ma al netto delle divergenze l’azienda «rifiuta fermamente ogni accusa circa la presunta negazione di qualunque diritto dei propri lavoratori».

Assunzioni. Fials ricorda che la legge impone «un piano assunzioni triennale esclusivamente con contratti di lavoro a tempo indeterminato», ma evidenzia che l’Aoup «continua con il reclutamento di personale con incarichi libero professionali di infermieri che sono a tutti gli effetti rapporti di lavoro subordinato». E così si aprono tre problemi: la spesa di oltre 2 milioni di euro per lavoro straordinario utilizza i fondi contrattuali, sottraendo finanziamenti che potrebbero essere destinati alla produttività collettiva; ci sono rilevanti carichi di lavoro del personale infermieristico e operatore socio sanitario; infine c’è la conclusione conseguente secondo cui «i diritti dei lavoratori sono in varie occasioni ridotti o annullati».

Come detto, l’azienda respinge l’ultima accusa; poi entra nel merito: il ricorso a contratti libero professionali «è stato determinato esclusivamente nel contesto del piano di riorganizzazione del Pronto soccorso e dalla contestuale difficoltà a reperire in tempi adeguati risorse attraverso gli strumenti ordinari di assunzione». Sono dieci persone con contratto che scade il 31 marzo: dopo quella data Aoup garantisce il rispetto degli «impegni presi dalla Direzione aziendale, percorso ampiamente discusso con le organizzazioni sindacali».

Accettazioni. Molto più tecnico è il secondo argomento: l’Aoup ha spostato le attività amministrative dai Pau (Punti accettazione amministrativa unificata) alle accettazioni di 2° accesso (dipartimentali, di edificio e così via) e ha appaltato in via transitoria per nove mesi l’attività di uno dei Pau. Il problema, secondo Massimo Ferrucci (segretario provinciale Fials) è che in questa manovra c’è un doppio errore: «Siamo da un lato in presenza di una procedura scorretta, perché la decisione unilaterale della Direzione aziendale è stata assunta in violazione delle norme di legge e contrattuali; e dall’altro viene riproposto il solito copione di attribuire compiti e responsabilità improprie agli infermieri che in questo modo sono costretti a ridurre le ore da dedicare all’assistenza».

L’azienda ribadisce che anche questo percorso è stato comunicato a tutte le organizzazioni sindacali il 4 febbraio e spiega che il passaggio sarà graduale «allo scopo di ridurre al minimo il rischio di eventuali disservizi». In ogni caso l’esternalizzazione ha un effetto opposto a quello paventato da Fials: «L’operazione è in linea con le norme vigenti e permetterà il recupero di 6 unità di personale amministrativo da dedicare alle accettazioni decentrate, proprio con l’obiettivo di sgravare il personale sanitario dei reparti dallo svolgimento di attività amministrative e non il contrario».

Cambio di divisa. Infine il caso del tempo necessario al cambio di divisa: l’anno scorso Elisabetta Tarquini, giudice del lavoro di Pisa, ha riconosciuto a sei infermieri che avevano fatto ricorso il diritto di essere retribuiti per i 18 minuti necessari alla vestizione, compresi gli arretrati dei cinque anni che vanno dal 2005 al 2010. Fials fa un paragone: se si aggiungono i 10 minuti riconosciuti dall’azienda per il passaggio delle consegne, i sei ricorrenti arrivano a 28 minuti, mentre a tutti gli altri addetti dell’ospedale sono concessi 15 minuti.

Il commento: «Ciò costituisce una discriminazione da rimuovere. Occorre modificare il regolamento e pertanto l’Aoup deve riprendere la trattativa interrotta con argomentazioni prive di pregio». La risposta: è stato «avviato un percorso di revisione del proprio regolamento sull’orario di lavoro attualmente in fase di discussione ed analisi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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