Il Tirreno

Pisa

la parola all’esperto

Le elezioni anticipate possibili solo nel 2016

PISA. Elezioni anticipate? Possibili solo nel 2016. Per un abbinamento con le regionali, infatti, non ci sono più i tempi tecnici. Abbiamo chiesto di spiegarci le complessa materia ad un esperto,...

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PISA. Elezioni anticipate? Possibili solo nel 2016. Per un abbinamento con le regionali, infatti, non ci sono più i tempi tecnici. Abbiamo chiesto di spiegarci le complessa materia ad un esperto, Nicola Pignatelli, avvocato amministrativista, professore a contratto di Diritto degli enti locali all’Università di Pisa.

Avvocato, quali sono gli scenari istituzionali possibili al Comune di Pisa?

«Spero che questa giunta e questo consiglio possano portare a termine il proprio mandato, attuando il programma presentato al corpo elettorale locale. Qualora la crisi, di cui leggo sui giornali, non si ricomponesse, gli scenari prospettabili sarebbero due».

Ovvero?

«Il primo scenario: il sindaco potrebbe presentare dimissioni volontarie. Queste però non sarebbero efficaci immediatamente, perfezionandosi soltanto dopo 20 giorni dalla presentazione al consiglio comunale. Vi sarebbe dunque un lasso temporale per ricomporre e ricompattare la maggioranza. Ma, una volta divenute irrevocabili, determinerebbero lo scioglimento del consiglio comunale, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell'Interno; con lo stesso decreto si nomina anche un commissario».

E il secondo scenario?

«In via sempre ipotetica, il consiglio comunale potrebbe votare, a maggioranza assoluta, una mozione di sfiducia. La mozione dovrebbe essere presentata da almeno 2/5 dei consiglieri. Aggiungo anche che la legge impone che debba essere motivata. Vedo francamente improbabile questa ipotesi e comunque difficilmente motivabile. Faccio presente che in ogni caso la mozione può essere discussa non prima di 10 giorni dalla sua presentazione. In ogni caso, qualora la mozione di sfiducia fosse approvata, determinerebbe lo scioglimento del consiglio, la decadenza del sindaco e la nomina di un commissario».

Se si verificasse una di queste ipotesi, quando andrebbero a votare i pisani?

«Il Testo unico degli Enti locali e una legge del 1990 prevedono che le elezioni di consigli comunali da rinnovare per motivi diversi dalla scadenza naturale si svolgano nel turno ordinario, ossia in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno, qualora la causa che ha determinato il rinnovo si sia verificata entro il 24 febbraio, mentre prevedono che si svolgano l’anno successivo (sempre una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno), qualora la causa si sia verificata dopo il 24 febbraio».

Nel caso specifico, ed eventuale, di Pisa?

«Nella nostra situazione lo spartiacque del 24 febbraio è troppo vicino. Si andrebbe al voto certamente nel 2016, con un lungo periodo di commissariamento. Più di un anno. Tra oggi e il 24 febbraio non vi sarebbe né il tempo per la cristallizzazione definitiva di eventuali dimissioni del sindaco né il tempo per la discussione di una ipotetica mozione di sfiducia da parte del consiglio. Non credo che Pisa, le imprese, i lavoratori e i cittadini possano permettersi il commissariamento».

In questo scenario, in una eventuale nuova tornata elettorale, Filippeschi sarebbe ricandidabile?

«Esiste nel nostro ordinamento il divieto dei tre mandati consecutivi. La legge ammette una deroga a condizione che uno dei due mandati precedenti abbia avuto durata inferiore a 2 anni e 6 mesi ed a condizione che la fine anticipata sia avvenuta per una causa diversa dalle dimissioni volontarie. Calando queste regole sul nostro caso, mi sembra di poter dire che, qualora Filippeschi ritenesse di presentare le proprie dimissioni, non sarebbe rieleggibile. E’ vero che il suo secondo mandato ha avuto sinora una durata inferiore ai 2 anni e mezzo, ma la presentazione delle dimissioni volontarie non farebbe scattare la deroga al divieto dei tre mandati, applicabile, come detto, solo in casi diversi».

Riassumendo, Filippeschi sarebbe rieleggibile solo qualora fosse il consiglio comunale a votare la mozione di sfiducia. Ma non ci sono più i tempi tecnici per la votazione della sfiducia prima del 24 febbraio e quindi per andare a votare quest’anno insieme alle regionali...

«E’ così. Sarebbe invece certamente rieleggibile saltando un mandato: in tal caso non ve ne sarebbero tre consecutivi». (f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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