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replica al nursind

L’Asl: «Non ci sono tagli all’assistenza territoriale»

PISA. L’Asl 5 di Pisa risponde al sindacato Nursind: «Nessun taglio all’assistenza territoriale». Ieri la sigla che raccoglie gli infermieri aveva denunciato i numeri «impietosi» dell’assistenza...

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PISA. L’Asl 5 di Pisa risponde al sindacato Nursind: «Nessun taglio all’assistenza territoriale». Ieri la sigla che raccoglie gli infermieri aveva denunciato i numeri «impietosi» dell’assistenza territoriale, attribuendo l’intasamento del pronto soccorso a «un iper-afflusso di richieste di prestazioni che, per la maggior parte, potrebbero trovare risposte altrove», cioè proprio la rete di medici di base organizzata dall’Asl e tutto ciò che è a loro collegato.

Secondo l’azienda Usl 5 «l’assistenza territoriale è un punto fermo per il servizio sanitario» e non bisogna guardare il numero di infermieri di famiglia: 10 ne conta Nursind tra Pisa, Marina, Tirrenia, Calabrone, Rigliore e Coltano. La direzione sanitaria con una nota ribalta la prospettiva: l’aspetto «centrale» della rete è nell’equipe multidisciplinare, non nell’infermiere. E lancia una stilettata al sindacato: «Il Nursind manca di una visione di insieme del servizio sanitario e sembrerebbe che non tenga conto del fatto che i diversi settori sanitari e i medici di famiglia lavorano in accordo e non l’uno contro l’altro».

L’Asl descrive la situazione: nella zona pisana sono attivi 6 moduli di sanità di iniziativa «che stanno dando risultati incoraggianti, raggiunti grazie al lavoro di squadra» di un team territoriale formato da medici di medicina generale, infermieri e operatori socio-sanitari che lavorano in maniera integrata con gli specialisti, realizzando la totale presa in carico del paziente. Questo metodo di lavoro ha portato una parte sempre più crescente di popolazione a essere informata sui corretti stili di vita e quindi a prevenire o ridurre le complicanze delle patologie croniche, producendo un duplice beneficio: miglioramento dello stato di salute dei cittadini e un minor numero di ricoveri ospedalieri.

La nota elenca una serie di dati per mostrare il lavoro sul territorio e termina con l’accento sull’Hospice, dedicato alle persone in fase avanzata di malattia (con 218 ricoveri l’anno scorso), nonché dotato di un’equipe infermieristica territoriale di cure palliative a domicilio che nel 2014 ha seguito 299 pazienti. L’impegno dell’Asl: «I servizi territoriali saranno ulteriormente ampliati visto il quadro epidemiologico della cronicità in continuo aumento a causa dell’allungarsi delle vita media». (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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