Finanza
Si ferisce e minaccia la ex con una lametta
Arrestato dai carabinieri con l’accusa di stalking il superteste in un processo per omicidio
PISA. Finisce in carcere per stalking, Francesco Tureddi, 60 anni, il grande accusatore di Massimo Remorini, l’uomo condannato a 38 anni di carcere per l’omicidio dell'80enne Maddalena Semeraro e per la soppressione del cadavere della figlia dell’anziana, Velia Carmazzi, 59 anni.
L’ultimo domicilio delle due donne, fino all’estate 2010 periodo della sparizione, era in un camper a Torre del Lago.
Tureddi, assolto nello stesso processo dall’accusa di favoreggiamento, è stato fermato mercoledì sera dai carabinieri dopo aver dato in escandescenze su un un pullman diretto a Migliarino di ritorno da Viareggio. Oggetto di tanta ira una sua ex che da due anni convive con l'attuale compagno, presente alle sfuriate diel 60enne.
In passato tra i due la storia si era interrotta e la donna aveva conosciuto Tureddi con il quale era nata una breve relazione sentimentale, terminata, secondo l’accusa, per gli eccessi di alcol, botte e le continue vessazioni.
Tornata con l'attuale compagno, la donna ha scritto nella denuncia contro Tureddi di aver subìto per almeno un mese persecuzioni quasi quotidiane tra telefonate continue e minacciose, sia a lei che al compagno: anche venti volte al giorno.
Mercoledì mattina, salendo sul bus in direzione di Viareggio, lei lo aveva notato in lacrime. L’uomo stava andando in Comune a Viareggio per protestare, come già aveva fatto in passato, con l’obiettivo di ottenere una popolare. Arrivato davanti al municipio, Tureddi si è incatenato e per dare il senso di una disperazione che lo anima da anni si è anche a tagliato le vene dei polsi con una lametta. L’intervento dei sanitari e le immediate cure hanno evitato epiloghi più gravi.
La sera, nel tornare a Migliarino, Tureddi, sempre in pullman, è incappato di nuovo nella ex e nel suo attuale compagno. Sono iniziate le solite minacce, anche di morte, e gli atti di autolesionismo, procurati con una lametta, con la quale si è spinto pure a minacciare i due avvicinandosi alla coppia con il corpo imbrattato di sangue.
L'arrivo dei carabinieri, chiamati da alcuni testimoni in piazza, ha neutralizzato un contesto che poteva degenerare. Tureddi, che in passato ha avuto problemi analogo con un altra compagna, è stato fermato e accompagnato in caserma dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile. Il personale del 118 gli ha prestato le prime cure medicandogli le ferite da lamette, ma il 60enne ha rifiutato il ricoverato. Prestate anche le prime cure da parte dei sanitari del 118, che hanno medicato le lesioni. L'uomo ha rifiutato il ricovero ed è stato portato al Don Bosco.(p.b.)
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