Il dolore
Le case al porto? Sì, ma a piccoli passi
Boccadarno spa chiede di costruire per lotti e pagare i terreni pubblici di volta in volta. Il Comune: progetto da valutare
PISA. È ripresa la partita fra il Comune e la Boccadarno spa per la costruzione dell’area residenziale e commerciale alle spalle del porto di Marina. Al centro del tira e molla, ci sono i terreni degli enti pubblici dove oltre al Comune, ci sono anche un’area della Provincia e della ex Gea. Il valore stimato complessivo è fra sette e otto milioni di euro.
La Boccadarno spa vuole procedere per lotti e pagare di volta in volta. L’amministrazione comunale prima di concedere le licenze edilizie vuole che la società paghi i terreni. Si può trovare un punto d’intesa? A quest’interrogativo ha cercato di rispondere un incontro fra Boccadarno spa (rappresentata dal suo amministratore delegato Simone Tempesti) e amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Marco Filippeschi, dagli assessori Andrea Serfogli e Ylenia Zambito e dal dirigente Dario Franchini.
Se in quest’incontro interlocutorio, dal punto di vista pratico sono state marcate delle distanze, dal punto di vista politico le strade potrebbero essere convergenti. Sia gli imprenditori che gli amministratori, seppur con fini diversi, hanno un obbiettivo comune: mettere la parola fine al progetto originario. I privati vogliono realizzare un'operazione immobiliare, i politici non vogliono più vedere i mucchi di terra e detriti alle porte di Marina.
E, adesso, cosa sta accadendo? «La nostra volontà resta sempre quella di avviare la realizzazione degli immobili - afferma Simone Tempesti -. La convenzione firmata col Comune di Pisa risale al 2007 quando una crisi economica grave come quella che stiamo vivendo non era prevista. Noi chiediamo una soluzione di buon senso. Vorremo procedere per lotti e pagare agli enti pubblici quella parte di terreno su cui si costruisce. E così sarà di volta in volta fino al completamento dei lavori. In questo modo avremmo modo di partire mobilitando la migliore imprenditoria toscana».
Cosa pensa Ylenia Zambito, assessore comunale all’urbanistica? «Potremmo essere disponibili a questa proposta purché ogni singolo lotto sia autonomo e ben servito, ovvero che le opere di urbanizzazione siano funzionali. La Boccadarno si è impegnata a presentare un progetto che valuteremo».
In questo scambio, abbiamo chiesto il parere anche a Andrea Serfogli, assessore comunale al bilancio il quale ribadisce che «per ogni umi (unità minina d’intervento) va realizzato un lotto che abbia un’autonomia funzionale», ma aggiunge anche che «abbia un valore corrispondente non inferiore, ma in caso superiore al valore degli oneri di urbanizzazione di ogni singola umi». E il problema delle aree pubbliche come si può risolvere? «È chiaro che la cosa migliore è di poterle acquisire interamente, ma capisco anche le difficoltà della società. È un problema che va risolto con almeno il pagamento al Comune della quota di ogni singola umi. Pertanto, poiché il progetto è unico, aspettiamo che Boccadarno presenti una variante al piano attuativo che sarà valutata rigorosamente prima dalla struttura tecnica e poi sottoposta all’amministrazione comunale e al consiglio».
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