Il dolore
Getta orina tra i tavoli dei clienti e finisce a botte
PISA. Il titolare di un esercizio commerciale in piazza delle Vettovaglie ha avuto una colluttazione ieri mattina davanti al suo locale con un cittadino russo che da una settimana aveva preso l’abitud...
PISA. Il titolare di un esercizio commerciale in piazza delle Vettovaglie ha avuto una colluttazione ieri mattina davanti al suo locale con un cittadino russo che da una settimana aveva preso l’abitudine di urinare in un bidone di plastica e gettarne il contenuto sulle mattonelle e tra i tavolini dei clienti. Lo sbandato, noto alle forze dell’ordine, in passato si è reso protagonista di altri episodi simili: è stato spesso segnalato per molestie violente e atti osceni, ma quasi sempre è riuscito a farla franca. Proprio come ieri, quando si è dileguato alla vista della polizia municipale e di una barella. Non ci sono stati feriti e nessuno è stato ricoverato, anche grazie all’intervento di un senegalese che ha provato a dividere i due litiganti. Ma l’accaduto è il sintomo della pressione che si vive nella piazza, al punto che Teresa Rotondo Dottore, segretaria del circolo Pd “Pisa centro” e testimone oculare , arriva a definire le Vettovaglie «oggettivamente una zona franca, problema che va risolto: facciamo qualcosa, come concerti ed eventi. L’anno scorso c’è stato il carnevale dei bambini, continuiamo». Maria Grazia Ghelardoni, presidente dell’associazione “Vivi la piazza” e altra testimone della scena, esprime solidarietà a quei «cittadini che pagano le tasse, eppure sono costretti a mettere a repentaglio famiglia e attività quando ci sono organi preposti che dovrebbero garantire sicurezza e civiltà; ma ciò non succede». Secondo la consigliera comunale del Pd Patrizia Bongiovanni «il rischio è che qualcuno arrivi a farsi giustizia da solo». Così ricorda che il regolamento comunale sul rumore – in fase di approvazione – prevede una città viva la sera fino alle 24; e invoca, insieme a Rotondo Dottore, «una sinergia con i commercianti, che devono collaborare».
Al contrario, sembra che alcuni gestori di locali si stiano organizzando per creare un sistema di buttafuori che respingano i nordafricani, solo perché la maggior parte degli spacciatori in piazza proviene dal Maghreb. Intanto in pomeriggio l’uomo russo è tornato in piazza ed è andato in escandescenze quando si è accorto che i suoi effetti personali (zaino e qualche altro oggetto) erano stati buttati dal personale di pulizia della ditta Avr, che ha in gestione il global service in città.(g.c.)
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