La manifestazione
Divorzio-lampo con accuse a Roma e Firenze
Simonetta Ghezzani: «La vendita delle quote è stata un atto violento del governatore Enrico Rossi»
PISA. Cosa cambia nelle alleanze provinciali dopo la rottura di Sel in città? Finora “Sinistra ecologia libertà” non chiudeva le alleanze con il Pd solo «quando era impossibile». Adesso la prospettiva si ribalta: «La nostra stella polare è la creazione di un centrosinistra quale forza di governo; ma facciamo l’accordo solo quando ci sono le condizioni. Non dovremo più ingoiare tutto questo e non siamo i portatori d’acqua», del Pd (sottinteso). Le parole pronunciate in mattinata dal capogruppo in consiglio comunale Simonetta Ghezzani sono state la conclusione di un divorzio lampo, seguito alle dimissioni dell’assessore Dario Danti che era in contrasto con la scelta di fusione tra i due aeroporti (Pisa e Firenze). La stessa Ghezzani, nel pomeriggio di ieri, ha letto in consiglio comunale il documento con cui Sel annunciava di «collocarsi all’opposizione responsabile e non pregiudiziale». Ma il dramma era già consumato e adesso è il tempo di valutare i risvolti: Sel è all’opposizione in Parlamento, lo sarà nel prossimo consiglio regionale (a meno di clamorosi colpi di scena) e lascia anche il governo della città. Per dirne una, Massimiliano Ghimenti – sindaco di Sel a Calci – resta in sella, «ma sarà molto più in sofferenza» aggiungono gli esponenti del partito di Vendola. Sel rivendica i successi in città, come «le politiche sociali, il parco di Cisanello e Santa Croce in Fossabanda», ma ribadisce ancora una volta la contrarietà all’operazione degli scali aerei. Paolo Fornai, ex coordinatore cittadino del partito, riconosce che le colpe maggiori sono da cercarsi a Roma e a Firenze: «È insostenibile un finanziamento pubblico di 150 milioni per una pista di un aeroporto da privatizzare; è inaccettabile l’atteggiamento del potere renziano». Rincara la dose Ghezzani: «Per promettere quella cifra hanno tolto 400 milioni al trasporto pubblico locale, come se i soldi pubblici fossero a disposizione al di là della programmazione. E la vendita delle quote regionali è stata un atto violento del governatore Enrico Rossi». Ma loro possono risponderne all’elettorato locale: «Dobbiamo stabilire un’asticella oltre la quale non possiamo andare». Quindi non entrano nel merito delle mancate dimissioni del consigliere regionale di Sel, Mauro Romanelli, che resta al suo posto anche se denuncia l’allungamento della pista di Peretola fino a 2.400 metri «in contrasto con gli atti di programmazione regionale» votati a Firenze. Intanto Fornai rifiuta il toto-candidati: «Le dimissioni di Danti sono slegate rispetto a chi metteremo sulla scheda; non ne parleremo prima di una riunione del 21 febbraio».
Gianluca Campanella
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