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Pisa

IL GIALLO

Marcucci, un mistero senza fine

Alessandra Vivoli
Sandro Marcucci
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Sandro Marcucci

La Procura di Massa chiede una proroga delle indagini per fare luce sulla morte del pilota

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PISA. Torna l’ombra del complotto nella vicenda del Piper precipitato a Campocecina 23 anni fa. Una svolta clomorosa nell'inchiesta che, fino a qualche mese fa, sembrava andare verso l'archiviazione del caso.
Il procuratore capo di Massa Aldo Giubilaro annuncia, ufficialmente, che chiederà al gip di poter procedere a nuovi accertamenti: «Perché - spiega - la super perizia sull’incidente è arrivata in ritardo e non ci ha consentito di compiere alcuni accertamenti tecnici che riteniamo necessari. Per questo confidiamo che il gip possa concederci una proroga delle indagini».

Un colpo di scena nella vicenda giudiziaria che riguarda l'incidente avvenuto sulle montagne di Carrara nel febbraio di 23 anni fa, e in cui persero la vita due persone e che sembrava destinato ad essere archiviato come tale. Come un incidente. A questo punto non sembrebbe esclusa l’ipotesi di un'esplosione all'interno dell'abitacolo, pochi attimi primi dell'impatto al suolo: ipotesi per cui erano state riaperte le indagini. La vicenda risale al 2 febbraio del 1992 quando, nella caduta di un Piper antincendio a Campocecina, morirono l'ex colonnello pilota di 47 anni Sandro Marcucci (sul colpo) residente a Pisa e il dipendente della Comunità Montana Silvio Lorenzini (dopo un mese di agonia a causa delle ustioni).

Uno schianto avvenuto in condizioni di ottima visibilità (il piper era decollato dall'aeroporto del Cinquale a Montignoso). Alcune ipotesi investigative affermarono che all'interno del cruscotto dell'aereo fosse presente un ordigno e quindi l'aereo non fosse caduto a causa di una manovra azzardata, come invece archiviato nella prima inchiesta che fu avviata subito dopo l'incidente. Nell'esposto dell'associazione 'Rita Atria' si ipotizzava che Marcucci sia «stato ucciso, forse da un ordigno al fosforo posto nel cruscotto del velivolo, perché in possesso di informazioni importanti sulla strage di Ustica». La riesumazione dei corpi di Marcucci e Lorenzini doveva dimostrare se, nelle loro salme ci fossero tracce di esplosivo. In questo modo sarebbe stata avvalorata la tesi di un'esplosione, a bordo prima dell'impatto con il suolo. Dal marzo di due anni fa la Procura di Massa aveva riaperto l'inchiesta per cercare di verificare se (e cosa) era accaduto a bordo del Piper, prima dello schianto. Era stata anche commissionata una super perizia tecnica. E proprio sulle basi di questa la Procura vuole andare avanti con le indagini.
 

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