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Il tentativo di Toscano: «Dario, ripensaci»

Il tentativo di Toscano: «Dario, ripensaci»

Lettera aperta del presidente del Teatro Verdi: lascia stare la politica e le ragioni del tuo partito

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PISA. «Caro Dario, ho appena letto sul Tirreno che ti saresti dimesso dall’incarico di sssessore alla cultura. Uso il condizionale in luogo dell’indicativo perché voglio pensare che non sia vero, o quanto meno che tu ci ripensi». Lo scrive in una lettera aperta Giuseppe Toscano, presidente della Fondazione Teatro Verdi, all’indomani della scelta di Danti di lasciare la carica di assessore comunale alla cultura.

«Parlo nella mia veste di presidente pro tempore della Fondazione del Teatro Verdi, ma anche da cittadino, per quello che ti ho visto fare in questo primo scorcio di mandato, e per come te l’ho visto fare: con serietà, con entusiasmo e con passione. Con senso di progettualità», si legge ancora nella lettera di Toscano.

Prosegue: «Il tuo ruolo e la tua opera sono importantissimi per il Teatro, che ha trovato in te un interlocutore attento e disponibile. Bisogna continuare a lavorare insieme. Tu sai quali e quante sfide ci attendono, nel tentativo di far crescere il Teatro in considerazione civica, ma anche sul territorio, attraverso le recenti iniziative, da te volute ed intraprese, che danno voce, visibilità e spazio a tante realtà musicali e a tante compagnie che meritano la prova della ribalta».

«Non mi unisce a te l’appartenenza politica - sottolinea Toscano - e in fondo prima che tu diventassi assessore non ti conoscevo nemmeno, ma ho ben presto capito che avevo a che fare con una persona affidabile, che di questi tempi non è cosa da poco».

«Ti prego pertanto di ripensare alla tua decisione, se veramente l’hai già presa, perché si possa continuare a lavorare insieme, con quello spirito di squadra che hai mostrato di avere, e di suscitare nei tuoi collaboratori e nei tuoi colleghi».

«Da non politico - conclude il presidente del Teatro Verdi - dico al politico: lascia stare l’aeroporto e la fusione (certe strade che nascono strette e tortuose a volte diventano l’unico mezzo per camminare e coprire le distanze... e magari anche bene), lascia stare la politica e le ragioni del tuo partito, o meglio renditi interprete della buona politica. Che è quella che hai condotto finora nel tuo ruolo di assessore alla cultura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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