Sicurezza
La maggioranza a Danti: «Ritira le dimissioni»
Giornata di frenetiche riunioni di partito dopo l’imprevisto annuncio del forfait Si cerca di ricucire lo strappo nonostante le divergenze sulla fusione degli scali
PISA. Quando lunedì pomeriggio si è riunita la giunta, Dario Danti aveva in tasca (o nella testa, poco cambia) la lettera di dimissioni da assessore. Ma non ne ha fatto parola con nessuno. Il sindaco e gli altri assessori lo hanno appreso ieri mattina leggendo "Il Tirreno". È stato il classico colpo di pistola nel bel mezzo di un concerto. Un rincorrersi di telefonate e sms a poche ore dall'assemblea dei soci di Sat che si sarebbe espressa a favore della fusione dell'aeroporto pisano con quello fiorentino. Perché il movente di quello sparo, di quelle dimissioni di Dario Danti (un passato da barricadero alla guida del movimento studentesco nelle occupazioni dei primi anni Novanta) stava proprio nel finale già noto dell’assemblea: il rappresentante di Sel in giunta e il suo partito sono stati sempre contrari alla nascita di un unico sistema aeroportuale toscano. E Dario Danti non ha perso il suo spirito barricadero abbandonando la poltrona.
Cosa accadrà ora? Il sindaco Marco Filippeschi sa bene che non sono dimissioni contro la giunta. Già prima delle dimissioni dell’assessore alla cultura, c’erano state riunioni fra il sindaco e Sel dove l’argomento era il presidente della Regione Toscana. «Enrico Rossi non ci ascolta» hanno ripetuto i rappresentanti pisani di Sel. Un tema pesante in vista delle prossime elezioni regionali. Tanto che lunedì sera, il sindaco Filippeschi ha incontrato Dario Parrini, segretario regionale del Pd e renziano di ferro, per discutere di regionali e aeroporti. E anche di Sel.
Le dimissioni di Danti appaiono come la volontà di uno strappo di Sel dalle scelte del Pd su temi di primo piano. Con - appunto - sullo sfondo le elezioni regionali di maggio. Ieri si sono susseguite riunioni su riunioni, faccia a faccia, scambi telefonici all’interno del Partito democratico così come di Sel. E, naturalmente, all’interno del centrosinistra che governa Palazzo Gambacorti. In una lettera firmata da Andrea Ferrante, segretario cittadino Pd, Rolando Vivaldi, coordinatore Lista Riformisti per Pisa, e Rita Mariotti, coordinatrice Lista civica In Lista per Pisa si chiede a Dario Danti di ritirare le dimissioni ritenute una «scelta, certamente rispettabile», ma anche «sproporzionata e contraddittoria».
E ci sono stati anche contatti, a livello regionale, fra Pd e Sel per un incontro entro la settimana per mettere sulla bilancia sia le divergenze che i comuni punti di vista. Schermaglie di cui ieri si è avuta un avvisaglia. Il governatore Enrico Rossi, ieri all’assemblea dei soci Sat, ha affermato di «ammirare l'azione del presidente Niki Vendola che riesce a trasferire ogni anno 15 milioni ai vettori attraverso un'operazione di promozione della Regione che a me, finora, non è mai riuscita».
A stretto giro di posta è arrivata la replica di Francesco Cecchetti, coordinatore provinciale di Sel: «Nel programma 2015-2020 del Pd toscano di sinistra è rimasto ben poco» E sottolinea «quella che ormai è diventata per Rossi una vera e propria ossessione per lui e tutto il suo partito: trovare pretesti quotidiani per attaccare Sel».
Intanto, se lo strappo non si ricuce, chi potrebbe prendere il posto di Dario Danti? Darumors si fanno i nomi di un ritorno dell’ex assessore alla cultura, Silvia Panichi, e di Alessandra Mazziotti, presidente della commissione cultura.
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