Sicurezza
Un laboratorio innovativo per far leggere chi non vede
Stampanti 3D e strumenti audiovisivi per aiutare gli ipo-vedenti a comunicare Il FryskLab a ingegneria dove c’è un centro per sviluppare questa tecnologia
di Gianluca Campanella
PISA
Il FryskLab, prima biblioteca-FabLab mobile europea, ha fatto tappa ieri mattina davanti alla sede della Scuola di Ingegneria per far conoscere sistemi di sviluppo e servizi di aiuto per persone con disabilità visiva e nella lettura. Un fablab (dall’inglese fabrication laboratory) è una piccola officina che offre servizi personalizzati di fabbricazione digitale; il FryskLab, fondato dall’olandese Jeroen de Boer, è un fablab mobile montato su un camion, integrato con una biblioteca, che porta a bordo strumenti pensati per aiutare gli ipovedenti nella lettera. Così, i visitatori che hanno testato stampanti 3d e altri strumenti innovativi, hanno conosciuto nuovi modi di comunicare. Per esempio, lo studente Matteo Cavalieri del liceo scientifico paritario Santa Caterina, non solo ha avuto «impressioni positive: ho toccato con le mie mani oggetti e stampato in 3d»; ma ha voluto anche lasciare un feedback alla troupe di studiosi. Infatti il ragazzo ha usato “Audio reading”, un sistema che solo quando interagisce con l’utente dà una serie di informazioni relative a un oggetto toccato: una sorta di libro o altro parlanti su richiesta. Poi ha dato i suoi «consigli: si potrebbe usare nei supermercati, per spiegare agli ipovedenti cos’hanno in mano e quanto costa; oppure nel trasporto pubblico per conoscere tutto insieme il percorso di un autobus, mentre ora i mezzi ti dicono solo la fermata successiva». Lo studente ha saputo della giornata organizzata a ingegneria grazie «alla professoressa di italiano, Cristina Annoni: noi stiamo svolgendo a scuola un progetto sui fablab». E lo stesso Centro Piaggio, ospitato all’interno di Ingegneria, ha un fablab: il suo presidente, Carmelo De Maria, si è attivato per organizzare la visita del FryskLab e ha organizzato momenti di incontro e di discussione sui nuovi modi e tecnologie di fruizione dei libri, sulle loro problematiche e potenzialità. De Maria parla del suo laboratorio come di «un’officina condivisa che ha diversi utenti e un piccolo limite: le difficoltà logistiche di essere all’interno di un polo accademico». Invita comunque tutti a visitarlo (su www.fablabpisa.org e www.centropiaggio.unipi.it ci sono maggiori informazioni) e ricorda che «non ci sono vincoli» e che il gruppo pisano pubblica in rete un blog in italiano: «Questa è una particolarità, visto che in genere i fablab parlano inglese». De Boer, presidente di FryskLab, da una settimana è partito con il suo mezzo toccando Germania, Austria e Italia; ieri pomeriggio l’ultima tappa a Firenze per un convegno internazionale sull’innovazione nelle biblioteche.
E poi è ripartito per l’Olanda facendo tappa in Svizzera, Francia, Lussemburgo e Belgio. Spiega che sono due i motivi per cui ha iniziato quest’avventura: «Spiegare la connessione tra biblioteche e fablab; chiedere agli esperti del settore cosa pensano sulle possibilità offerte dall’innovazione dei sistemi di lettura». Non tralasciando le impressioni nemmeno degli utenti, com’è successo con il giovane Matteo. De Boer, al giro di boa del suo viaggio si dice «davvero eccitato» per aver incontrato tante persone interessanti e racconta qualche aneddoto: «Con un autocarro così grande abbiamo avuto qualche difficoltà a muoverci. Ce lo aspettavamo, anche qui a Ingegneria». Ma non poteva immaginare quello che sarebbe successo domenica scorsa a Cascina: «Ci aiutato la polizia a entrare nel corso, perché c’era una festa di carnevale. E sul FryskLab sono salite persone in maschera».
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